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L'editoriale del Direttore / In tre parole

Difficile condensare in poche righe i motivi per i quali nasce questo nuovo progetto editoriale. Proviamo a farlo. Facendoci aiutare da tre lettere e nove parole. Prima una doverosa presentazione della nostra realtà, per i lettori (crediamo pochi) che ancora non ci conoscono. Sport Press SB da 20 anni opera nell’editoria print e digital. Oggi copre con media verticali e specializzati i settori outdoor, neve, running, sport & fitness, bici, mobilità elettrica, moda & lifestyle. È ideatore e organizzatore di importanti eventi trade e consumer in vari campi. Oltre a presidiare i settori consulenza, hr e ricerche di mercato. Anche da questo know how nasce l’idea di Padelbiz. Un media specializzato, dedicato interamente allo sport che, secondo vari indicatori, vanta il maggior tasso di crescita di sempre nel minor lasso di tempo.

Ma torniamo al nostro titolo. Partendo dalla prima lettera. Non poteva che essere la “P”: come Padel, naturalmente. Perché crediamo nella verticalità e nel focus massimo su un mercato che ha le sue precise peculiarità. “P” come Passione, uno dei driver principali che ruotano attorno a questo mondo. Ebbene lo confessiamo: pur con differenti “intensità”, al pari di svariate migliaia di italiani anche il sottoscritto in primis e tutto lo staff di Padelbiz sono stati contagiati dalla febbre del padel, riconoscendolo anche come un’ottima occasione di team building. “P” come Paquito (Navarro): uno dei giocatori più creativi, spettacolari e motivanti. Perfetta espressione di classe e del puro divertimento che questa disciplina sa offrire a ogni genere di pubblico, dal più al meno esperto.

La seconda lettera è la B. Guarda caso l’iniziale di Belasteguín, giusto per rimanere in tema di giocatori. Ma, come molti dei lettori sanno, Fernando è molto più che un atleta. È già da anni una vera e propria icona del padel a livello planetario, numero 1 del mondo per 16 anni consecutivi, in grado ancora di ispirare diverse generazioni di padelisti con la sua costante applicazione, intelligenza, pazienza e tenacia. Doti che, pur essendo oggi obiettivamente meno forte di altri giocatori, lo rendono ancora in grado di essere pienamente competitivo e stabilmente nella top 10 mondiale. Il tutto a 43 anni. Compiuti, incredibile a volte il destino, proprio oggi mentre scrivo questo editoriale (a proposito, auguri di cuore, Bela). “B” come Bandeja. Uno dei colpi più utili, noti e probabilmente sottovalutati, soprattutto dai neofiti, della disciplina. Che ha i suoi codici e un proprio linguaggio. Importante da conoscere in primis dagli addetti ai lavori. “B” come Business. Che è insito nel nostro lavoro, visto che buona parte della comunicazione riguarda proprio il B2B (Business to Business). Termine più che mai attuale in questo settore, considerando i vertiginosi tassi di crescita di centri, strutture e attività dedicate, nonché i notevoli investimenti da parte di numerosi ex sportivi, personaggi vari e imprenditori nell’apertura di campi e non solo (alcuni esempi significativi li trovate proprio nelle prossime pagine).

Chiudiamo con la “C” di Competenza. Qualità che, lo dicevamo prima, è doveroso mettere in campo per porsi come interlocutori seri, credibili e autorevoli verso partner e clienti. Le stesse doti che hanno permesso a Gustavo Spector e alla sua Spector Padel House di distinguersi come una delle realtà più interessanti nel panorama italiano e non solo. Non a caso sarà una delle presenze più ricorrenti tra i nostri focus, a partire proprio da questo numero nel quale vi raccontiamo il dietro le quinte dello SPH Day. Ecco perché tra gli obiettivi primari di Padelbiz c’è e ci sarà sempre quello di aumentare la Cultura attorno a questo bellissimo e inclusivo sport. Anche per essere in grado di gestirne in modo sano e oculato l’evoluzione, scongiurando il rischio di una bolla e la smania di una crescita sregolata. “C” come Culo. La parola l’avrete di certo intuita: non per essere volgari, bensì diretti, chiari e sinceri. Come sarà lo stile di Padelbiz. In tutte le avventure, nella vita, nel lavoro e nello sport, il fattore “fortuna” di certo aiuta, inutile negarlo. Sarà il mercato e il tempo a dirci se avevamo ragione. Oltre al giudizio e al filo diretto con tutti voi lettori. Di certo siamo confidenti e fiduciosi di aver trovato, anche per una favorevole congiunzione astrale, il momento ideale per lanciare questo nuovo progetto editoriale. Che, fin dal payoff sotto il logo, rivendica i suoi tre valori fondanti e di riferimento, citati non a caso tra le nove parole di questo editoriale: Business, Cultura, Passione.

Benedetto Sironi

benedetto.sironi@sport-press.it