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Padel a 5 stelle

Quello tra Zambrotta e la racchetta è un amore sbocciato molto prima che questo sport esplodesse in Italia e che il campione del mondo sta portando verso una direzione sempre più alta.

“Il nostro obiettivo è quello di posizionarci in una fascia alta di questo sport. Una missione raggiungibile attraverso le idee e il duro lavoro”

Guai a dire che calcio e padel, insieme, sono un binomio di successo soltanto passeggero. Ne sa qualcosa l’ex calciatore Gianluca Zambrotta, protagonista di un’attività imprenditoriale che ha portato alla realizzazione di numerosi progetti in questo mondo: dalla nascita di strutture da gioco nella provincia di Como, ai campi itineranti Z Padel di Milano, passando per le academy, fino alla nascita di impianti nei resort di lusso in Sicilia. Di questo e molto altro abbiamo parlato con il campione del mondo 2006, il quale ci ha illustrato anche la sua visione di come il padel, in futuro, possa continuare a crescere.

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a investire nel padel? Ci parli del progetto GZ19?
Tutto ha origine nel 2006, quando ai tempi giocavo per il Barcellona. Infatti, già allora, in Spagna, il padel era uno sport molto seguito e praticato e, grazie ai contatti che sono riuscito a mantenere nel corso del tempo, ho deciso di investire in Italia. Ho dunque inaugurato, nel 2014, il primo campo della provincia di Como nel mio centro sportivo Eracle Sports center e, due anni fa, ho dato il via al progetto GZ19 Padel, in partnership con Il Mondo di Scimpa, leader nell’intrattenimento kids e sport nel mondo del travel luxury, al Verdura Resort di Sciacca (in provincia di Agrigento), in Sicilia: con loro, Luca Allegrini e Fabiana Meschini (de Il Mondo di Scimpa), avevamo già avviato cinque anni fa delle academy di calcio e, successivamente, abbiamo inaugurato due campi firmati GZ19 Padel, che ci hanno portato a organizzare la prima tappa che si è svolta nei primi giorni di giugno di quest’anno.

Il vostro è un format sportivo che prevede nuove strutture e campi, academy e padel cup: quali sono gli obiettivi che volete raggiungere?
La nostra idea è sviluppare il padel all’interno delle strutture di lusso e, proprio come dicevo, abbiamo messo i primi due campi al Verdura Resort e un altro al Castelfalfi Resort in Toscana, con il grande obiettivo di creare un circuito a tappe nei luxury resort lungo tutto il Paese e all’estero. Per esempio, lo scorso 2 giugno abbiamo organizzato la prima tappa di quest’anno della GZ19 Padel Cup (il cui direttore tecnico è Gianmarco Toccini, bronzo all’europeo di Portogallo nel 2017 con la nazionale italiana e bronzo ai mondiali senior a Marbella nel 2018), impostata su un girone all’italiana in cui si sono date battaglia quattro squadre composte dagli ospiti della tenuta siciliana. Per arricchire l’evento, inoltre, abbiamo pensato anche a un secondo girone che ha visto competere quattro squadre formate da leggende del calcio internazionale: Nelson Dida e Serginho (AC Milan), me e Andrea Barzagli (Juventus), Fabio Grosso e Simone Barone (Palermo) e Javier Saviola e Luis Javier Garcia (Barcellona). Per quanto riguarda i progetti futuri, invece, c’è la possibilità di fare, nel 2023, un’altra tappa della nostra padel cup alle Maldive presso un’altra struttura di lusso, in collaborazione con altre leggende del calcio e, più nello specifico, con i campioni del mondo del 2006.

Padel e resort di lusso: ci spieghi il binomio?
Perché è un binomio che non può non funzionare: da una parte abbiamo un fenomeno in costante crescita come il padel, dall’altra la necessità degli hotel di lusso di garantire il meglio del momento ai propri ospiti. Il nostro obiettivo è quello di posizionarci in una fascia alta di questo sport, quasi elitaria. Una missione raggiungibile attraverso idee, duro lavoro e tanta visione: proprio per questo mettiamo a disposizione un’offerta completa che va dai campi, alle strutture, passando per i maestri, fino alle academy.

Padel a 5 stelle 1

Sulla base di quali elementi avete individuato una meta come il Verdura Resort di Sciacca?
Siamo partiti dal resort di Sciacca perché l’idea era di cominciare da uno dei nostri campi, soprattutto in una cornice panoramica che potesse lasciare senza fiato, in un ambiente unico. L’evento, essendo privato, ha visto interagire solo gli ospiti della struttura, i quali hanno avuto modo di vedere, conoscere e sfidare i nostri vip, ma anche personaggi noti dei media come Giorgia Rossi di DAZN, Federica Masolin di Sky, Ylenia Baccaro di Radio 105 e l’attrice Anna Safroncik.

Perché il padel piace così tanto agli ex calciatori?
Sicuramente, alla base di questo successo, c’è l’aspetto competitivo e il dover condividere una palla: si tratta di uno sport semplice, intuitivo e dinamico, che ci fa rivivere vecchie sensazioni e uno spirito “battagliero” che ci mantiene in vita. Inoltre, un aspetto assolutamente da non sottovalutare, è la sua componente sociale: nel padel, infatti, esiste non solo il cosiddetto terzo tempo, ma anche il dover condividere uno spogliatoio, dunque il team building, l’adrenalina del pre partita, oltre all’aspetto goliardico. Quanto pensi sia cresciuto il movimento in Italia?

Quanto pensi sia cresciuto il movimento in Italia?
Rispetto a culture come quella spagnola o argentina, abbiamo ancora molto lavoro da fare, anche se la crescita è davvero evidente e sono gli stessi numeri a certificarlo, basta vedere le persone che stanno coltivando seriamente la passione verso questo sport, oltre alle strutture sempre più in aumento. Io, come imprenditore, sto portando avanti un progetto che ha sempre registrato delle crescite: dal Como Padel Center, ai campi Z Padel in Piazza Gae Aulenti e Città di Lombardia a Milano, fino ai campi del GZ19 Padel. Con l’obiettivo di continuare a crescere.

Su cosa dobbiamo lavorare e migliorare?
È necessario lavorare sulla professionalità e sulla formazione degli allenatori e dei maestri e continuare a investire in strutture e scuole di riferimento. Credo ci vorranno ancora circa cinque/ dieci anni, ma la strada tracciata è quella giusta, si tratta solo di portare avanti questo nostro approccio e studiare, approfondire, aggiornarsi costantemente per essere in grado di tramandare questo sport a tutte le future generazioni.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Per il futuro, il mio obiettivo è sviluppare i progetti che ho già avviato: vorrei, dunque, lavorare ulteriormente sulla GZ19 Padel Cup nei resort di lusso e creare un vero e proprio circuito, far crescere le strutture itineranti Z Padel e consolidare il Como Padel Center, dove a breve inaugureremo un’altro centro di riferimento nel territorio comasco.

di Lorenzo Di Nubila