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L’International Tennis Federation (Itf) metterà ai voti nella sua assemblea generale la modifica dello statuto dell’organizzazione, con l’obiettivo di governare il padel a livello globale.

L’eventuale approvazione consentirebbe all’Itf di dotarsi dei poteri per diventare un organo direttivo della disciplina entrando in contrasto con la Fip, che attualmente gestisce e promuove padel nel mondo.

Consapevole delle intenzioni della Federazione tennistica, l’associazione presieduta da Luigi Carraro si è già mossa per vie legali per tutelarsi. Secondo il Guardian, infatti, nei giorni scorsi la Fip avrebbe aperto una causa contro l’Itf presso il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna sostenendo di essere oggetto di una scalata ostile nei propri confronti.

Come riporta Padelazo, inoltre, il sindacato dei giocatori (Ppa) si è già schierato al fianco della Fip. L’associazione ha inviato una comunicazione al presidente dell’Itf in cui si dice contraria a questo tentativo di appropriazione della gestione del padel, confermando il proprio sostegno all’attuale organo di governo.

La stessa Federazione, nel corso della sua assemblea generale tenuta ad aprile, aveva già approvato una dichiarazione in cui respingeva qualsiasi ingerenza o interferenza da parte dell’Itf.

Una linea che, secondo fonti vicine alla Fip, sarebbe appoggiata dalle Federazioni di tennis e padel italiane e francesi, due attori importanti della scena internazionale che difenderanno l’autonomia e l’indipendenza della Fip e il suo ruolo di unico organo di governo del padel al mondo.

Se la mozione all’ordine del giorno dovesse passare, si aprirebbe dunque uno scenario inedito e un altro conflitto burrascoso per la Fip, già impegnata nella causa contro il World Padel Tour.

Le motivazioni dell’Itf e la reazione della Fip

Nella presentazione del meeting in programma a Glasgow lunedì 14 novembre, l’Itf ha chiarito che l’inclusione del padel tra le proprie competenze le darebbe il mandato per raggiungere alcuni obiettivi generali, tra i quali armonizzare delle regole sportive con altri sport di racchetta, favorire la crescita e lo sviluppo della disciplina e la presa in carico degli interessi legati allo sport.

Nel motivare la propria iniziativa, la Federazione tennistica ha poi rilasciato delle dichiarazioni informali al Guardian.Oltre 100 membri delle associazioni legate a noi sono già a capo o stanno contribuendo attivamente allo sviluppo del padel in tutto il mondo”, ha sostenuto un portavoce dell’organizzazione. “Gran parte della crescita di questo sport è avvenuta nei circoli di tennis, date le commistioni tra i due sport e la condivisione delle infrastrutture”.

“Di conseguenza, i suoi membri hanno chiesto all’Itf di considerare come possiamo sostenerli nello sviluppo globale dello sport e voteranno su questo alla nostra assemblea”, ha aggiunto. “Se le associazioni nazionali votassero a favore del nostro ruolo, l’Itf farebbe tutti gli sforzi necessari per collaborare con le parti interessate esistenti, inclusa la Fip e gli altri organizzatori dei circuiti internazionali”.

Questa mossa, secondo la Fip, tra le altre cose rappresenterebbe invece una seria violazione della Carta Olimpica. In una lettera scritta dal presidente Carraro, di cui il Guardian ha potuto vedere alcuni estratti, si ricorda come “l’Itf non abbia mai avuto alcun coinvolgimento nel padel da quando esiste come sport”.

“Non ci sono basi – legali, pratiche o di altro tipo – affinché l’organismo per rivendicare dei ruoli amministrativi legati a esso. È scontato sottolineare che la Fip sarebbe pronta a intraprendere azioni immediate nel caso in cui l’Itf dovesse prendere delle decisioni che influirebbero sui diritti legali della Fip”.

“Le azioni dell’Itf costituirebbero anche una grave violazione dei principi della Carta Olimpica e del codice etico del Cio (Comitato Olimpico Internazionale), che chiariscono come lo sport debba essere in grado di funzionare in modo autonomo, e che debba astenersi da atti o dichiarazioni che possano offuscare l’immagine di una Federazione rivale o danneggiarla in alcun modo”.