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By Diliff - Own work, CC BY 3.0,

Conosciamo Andy Murray per essere diventato uno dei Fab Four nel tennis, per gli Slam vinti e l’oro olimpico a Wimbledon nel 2016, e per il modo appassionato e coinvolgente con cui interpreta ogni sua partita. Negli ultimi tempi, però, lo scozzese ex numero 1 al mondo ha avuto modo di scoprire anche il padel, cimentandosi spesso tra un torneo ATP e l’altro.

“Penso che continuerà a crescere sempre di più”, ha dichiarato Murray alla CNN, che ha parlato proprio dell’esplosione della disciplina in questi anni. “Penso che i club continueranno a voler costruire campi e che le richieste non caleranno”.

“So che uno dei miei ex allenatori, Jonas Björkman (che era il n.1 al mondo nel doppio e il n.4 nel singolo) gioca sempre. Ha aperto diversi centri in Svezia. Feliciano Lopez, con cui ho giocato in doppio alcune volte durante il tour, gioca regolarmente”.

Murray non è rimasto solo a guardare, o a giocare. Già nel 2019 il tennista aveva deciso anche di investire in Game4Padel, il principale fornitore di campi nel Regno Unito, insieme a suo fratello Jamie (ex n.1 al mondo in doppio). I due non sono gli unici stakeholder dell’azienda provenienti da altri sport, visto che attorno a Game4Padel ruotano anche personalità come il difensore del Liverpool Virgil van Dijk e il rugbista gallese Jonathan Davies.

“È stata un’opportunità per investire in uno sport che mi piace”, ha continuato Murray. “È uno degli sport con la crescita più rapida al mondo”.

Della popolarità del padel, di quanti appassionati potrà attirare in futuro e della possibilità che superi il tennis in quanto a praticanti, ha parlato invece Jamie. “Se parliamo di livello non agonistico, è possibile che accada, almeno per quello che ho visto in posti come Spagna, Francia e Italia. Dal punto di vista professionistico, non lo so. Nel tennis c’è tanta tradizione legata ai grandi eventi e al padel servirà molto tempo per raggiungere un livello simile”.

Nella foto in apertura, Andy Murray e il suo ex coach Jonas Björkman (credits: Wikimedia Commons)