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Visto dal coach: dimmi come giochi, ti dirò chi sei

Il padel ha attirato tante persone da svariate discipline, e molte delle esperienze precedenti lasciano un segno nel modo di interpretare il gioco

Oggi il padel è sicuramente considerato uno degli sport più divertenti e praticabile da ogni fascia di età. È proprio grazie a queste qualità che sta attraendo persone da moltissime discipline diverse. Vi è mai capitato di giocare contro qualcuno e domandarvi quale fosse il suo sport pre padel? Personalmente, ogni volta che effettuo la prima lezione a nuovi allievi, mi piace provare a indovinare qual era lo sport praticato da loro prima. Per aiutarmi, sappiate che ci sono alcuni meccanismi motori che impariamo facendo sport da bambini che sono molto peculiari e che riescono a darmi molti indizi in merito. Più si pratica a lungo una determinata disciplina, soprattutto a livello agonistico, più questi movimenti automatici sono riconoscibili (e difficili da modificare). Mi viene spesso in mente il detto “una volta imparato ad andare in bicicletta, non si scorda più” perché il modo di muovere i piedi, attendere la palla e colpire di alcuni giocatori è direttamente collegato alla loro memoria motoria. Senza cadere in stereotipi e senza differenze di sesso, ecco secondo la mia esperienza alcuni esempi di giocatori di padel e di come la loro esperienza sportiva influenza il loro stile di gioco.

IL CALCIATORE / Molto diffuso, ma non sempre facile da individuare. A volte l’abbigliamento lo smaschera già prima di entrare in campo.
– TECNICA: spesso il calciatore non è bello da vedere (soprattutto a detta dei tennisti), ma è molto efficace. Impara velocemente la tecnica di base e per i maestri di padel è semplice da modellare in quanto non ha una memoria motoria eccessivamente incentrata su altri sport di racchetta. Corre molto e non ha paura della palla veloce degli avversari. Spesso sulle palle alte si muove frontalmente, come se dovesse stopparla di petto.
– TATTICA: ha in mente schemi e tattiche base che utilizza continuamente fino allo sfinimento dell’avversario. Utilizza con regolarità i rimbalzi ai vetri e sono molto competitivi. Inoltre, gli ex calciatori professionisti sono dotati di una forza mentale veramente notevole, che permette loro di entrare in una specie di trance agonistica e commettere pochissimi errori.
– COLPI PREFERITI: bandeja agli angoli, chiquita, volée alla griglia.

Christian Vieri, ex calciatore

IL PALLAVOLISTA / Più difficile da riconoscere, ma non se state attenti ad alcuni tratti molto distintivi.
– TECNICA: solitamente è dotato di una buona tecnica da fondo campo in quanto la posizione di attesa è simile nei due sport. Il pallavolista gioca in posizione molto frontale alla palla, quasi a effettuare un bagher per preparare il diritto. La tecnica dello smash gli risulta facile nonostante la posizione del corpo e delle spalle non siano le stesse nei due sport. Se alzate una palla facile al pallavolista, questi effettuerà un por cuatro con il solo movimento del polso sopra la testa.
– TATTICA: sono molto forti in difesa e hanno una tolleranza all’errore del compagno molto alta, rendendoli molto affiatati e difficili da slegare. Non hanno nessuna paura della palla che gli arriva addosso ma, anzi, spesso li trovi attaccatissimi alla rete come a effettuare un muro, rischiando di commettere invasione. Le posizioni in campo in fase di attacco a rete gli sono chiarissime perché del tutto simili a quelle del beach volley.
– COLPI PREFERITI: smash, volée bloccata.

Francesca Piccinini, ex pallavolista

IL TENNISTA / Questo giocatore è forse il più facile da riconoscere.
– TECNICA: muove la pala con ampi movimenti perché abituato a giocare in topspin. È dotato di un buon tempismo perché è abituato al rimbalzo della palla da tennis ed effettua delle ottime volée. Risponde al servizio avversario praticamente sempre in controbalzo evitando quindi che la palla rimbalzi al vetro laterale. Tipicamente gioca a sinistra perché deve chiudere con uno smash potente o una palla corta.
– TATTICA: ha poca pazienza e spesso si rifiuta di utilizzare il rimbalzo al vetro. È ossessionato dal concludere il punto con un vincente e ha molta premura di andare a rete, dove si sente più a suo agio. Utilizzare il pallonetto come colpo di attacco non è contemplato, quindi cerca spesso il passante.
– COLPI PREFERITI: smash, passante lungolinea, strettino alla griglia, volée smorzata.

Voglio inoltre dedicare tre menzioni speciali ad alcune tipologie di atleti ai quali ho visto effettuare dei movimenti molto particolari

  • LA GINNASTA / Muove la pala con il polso incredibilmente rilassato. Lei stessa riconduce questa elasticità al movimento del nastro nella ginnastica ritmica
  • IL RUGBISTA / A parte alcuni tratti fisici tipici dei rugbisti, potrete riconoscere un mediano di mischia grazie agli appoggi aperti che utilizza per effettuare un diritto dopo il vetro. Spesso lo vedrete appoggiarsi sul tallone del piede esterno, come a raccogliere la palla da rugby dalla mischia per “aprire il pallone”.
  • IL CESTISTA / Se la loro altezza vi ha già dato qualche indizio, cercate di notare la facilità con la quale si girano lateralmente per recuperare le palle giocate al vetro. Il movimento infatti ricorda molto il piede perno che il giocatore di pallacanestro utilizza per ruotare su se stesso.

Paul Griffen, ex rugbista

Ovviamente, oltre a questi macro gruppi, ci sono molti altri stili di gioco riconducibili a esperienze sportive passate. Nei giocatori adulti, modificare o addirittura cercare di eliminare alcuni movimenti che sono ormai divenuti istintivi è praticamente impossibile.

La bravura del maestro di padel, a mio parere, è anche quella di saper ottimizzare la memoria motoria degli atleti, per rendere la tattica di gioco più semplice senza stravolgere le loro capacità già acquisite.

E voi, vi ritrovate in uno di questi gruppi? Un ringraziamento speciale a tutti i miei allievi per la pazienza con la quale affrontano le lezioni di padel, a Paolo, Alessandro, Pino e Debora per i consigli riguardo alcuni gruppi di giocatori.


I NON EX SPORTIVI / Non hanno praticato sport agonistico in adolescenza, ma non per questo sono meno pericolosi a padel.
– TECNICA: solitamente dotati di una tecnica molto personalizzata, basano la loro forza sulla tattica e l’imprevedibilità. Non adorano il rimbalzo al vetro, ma una volta acquisiti i fondamentali, lo sfruttano al meglio. Hanno un’impugnatura western di diritto e spesso effettuano il servizio in controbalzo. Non scendono molto a rete, ma quando prendono confidenza effettuano soprattutto la volée di diritto piatta verso la griglia laterale.
– TATTICA: dopo alcune lezioni, hanno bene in mente gli schemi base per battervi. Sono maestri del pallonetto tanto da riuscire a effettuare il lob por tres quando l’altezza della struttura lo permette. Non amano prendere molti rischi, quindi effettuano pochi errori gratuiti. Tendono a non andare a rete dopo il servizio.
– COLPI PREFERITI: pallonetto, diritto e rovescio da fondo campo, bandeja piatta


ENDURANCE / Maratoneti, ciclisti, triatleti, ecc., che non temono la partita a mezzogiorno del 15 agosto.
– TECNICA: sono difficili da descrivere, ma sono senz’altro dotati di movimenti molto personalizzati e non standard. La loro forza sta nella ripetizione, e durante le lezioni vogliono replicare il gesto di un colpo moltissime volte fino a quando non lo considerano perfetto. Fanno molto affidamento alle gambe, che li aiuta molto nei recuperi.
– TATTICA: utilizzano varie tattiche di base, ma la più importante è sicuramente la difesa estenuante. Sono in grado di portare l’avversario allo sfinimento psicofisico grazie alla loro incredibile pazienza e alla quasi totale assenza di errori gratuiti. Impongono il ritmo di gioco e non hanno paura di correre per tutto il campo.
– COLPI PREFERITI: uscita di parete, pallonetto, bandeja e volée ai doppi vetri.


ANDREA FIERRO
Sono nato e cresciuto sui campi da tennis a Milano, grazie alla passione di mio padre per questo sport, ed è diventata la mia professione ufficiale dal 2005. Ho maturato molte esperienze all’estero (USA, UK, Spagna) lavorando anche nella prestigiosa Academia Sanchez-Casal di Barcellona. Proprio qui ho iniziato a giocare a padel per divertimento, senza sapere che da lì a tre anni, una volta tornato in Italia, sarebbe diventata la mia professione. Oggi sono istruttore di 2° livello (in procinto di concludere il corso di maestro nazionale) per la Spector Padel House presso il centro SPH Barona. Per SPH ricopro anche la posizione di coach manager.

Andrea Fierro


di Andrea Fierro