In questo articolo si parla di:
L'editoriale del Direttore / In viaggio con il padel

Per la prima volta nella breve ma già molto intensa storia di Padelbiz (siamo al sesto numero cartaceo ed esattamente a un anno dalla nascita del progetto), scegliamo di non mettere in copertina un giocatore. E dopo Victoria Iglesias, Fernando Belasteguín, Ariana Sánchez, la coppia Lebrón-Galán e sua “spettacolarità” Tolito Aguirre, la nostra cover è dedicata a un paesaggio. Non certo casuale: nello specifico si tratta dell’Argentario Golf & Wellness Resort, splendida struttura immersa nella rigogliosa natura del Monte Argentario, in una delle località più suggestive della Maremma toscana. Una delle tante e sempre più numerose immagini che avremmo potuto selezionare per introdurre uno dei principali focus di questo numero: ovvero il binomio Padel & Travel, che diventerà peraltro un’altra rubrica ricorrente dalla prossima uscita. Già, perché ora possiamo dirlo con certezza: insieme ad altre attività sportive ben più storiche e strutturate quali per esempio il calcio, la bici, la corsa (tanto per citare tre “big”) anche il padel è – e sarà sempre più – un’attrattiva turistica. In grado di posizionare e arricchire località, strutture, esperienze, viaggi. Qualcosa che semplicemente una manciata di anni fa non esisteva o era una nicchia per pochi appassionati. Oggi la realtà è ben diversa e in continua evoluzione. Con un numero crescente di proposte dedicate e tour operator che puntano forte sulla disciplina. Oltre a campi che continuano a spuntare pressoché ovunque, magari a fianco di quelli tradizionali da tennis e calcetto (in alcuni casi, in loro sostituzione), da anni un must per molte location turistiche.

Abbiamo voluto offrirvi sul tema numerosi spunti e suggestioni, che troverete nelle prossime pagine. Da una selezione di dieci tra i migliori padel spot del mondo (ma avrebbero potuto essere 100 o anche più), proseguendo con altrettante proposte viaggio per veri padel lover. Dalle Maldive all’Italia, passando ovviamente per la Spagna. È proprio nel Paese che rimane indiscusso riferimento per il settore, che siamo volati per conoscere meglio due delle realtà più attive e pioniere in questo ambito. La prima si chiama Padel Travel Costa del Sol, con sede a Malaga (area che è stata la culla del padel europeo). Fondata e diretta dall’italianissimo Alessandro Di Stefano, che ci ha anticipato anche l’imminente apertura di una seconda base a Siviglia. Oltre a rivelarci alcuni dati significativi circa l’impatto economico che con la propria attività ha generato sull’economia del territorio negli ultimi tre anni, con una spesa media a persona in attività extra padel di 140 euro al giorno e di 750 euro considerando l’intero soggiorno.

La seconda rimanda a uno dei più grandi campioni di sempre nello sport, nato e cresciuto con la racchetta in mano… Anche che se da tennis. Parliamo di un mito come Rafa Nadal. Cosa c’entra con il padel, direte voi? Lui poco, per il momento. Ma la sua Academy di Manacor (dove Rafa è nato), inaugurata nel 2016 nel cuore di Maiorca, oltre a 40 campi da tennis oggi può contare anche su ben 17 campi da padel (10 outdoor e 7 indoor). Numeri e trend che parlano chiaro. E confermano innanzitutto che questi due sport possono convivere e, in alcuni casi, anche ibridarsi e arricchirsi reciprocamente (come dimostra la storica unione delle due discipline all’interno della Federazione Italiana, a fine 2022 rinominata FITP). Proprio come nel caso dell’altro binomio al quale abbiamo dedicato questo editoriale e parte di questo numero. Due parole che – guarda caso – il destino ha voluto fossero molto simili e per di più in rima: Padel & Travel.

Benedetto Sironi
benedetto.sironi@sport-press.it