A Monterrey inaugurato il primo campo al mondo in terra rossa

Quello delle superfici nel padel è un argomento che sta prendendo sempre più piede negli ultimi tempi, soprattutto a livello professionistico. Al momento c’è una pressoché totale uniformità, visto che si gioca di fatto solo su tappeti in erba sintetica (più o meno veloci, come ha raccontato Sanyo Gutierrez anche di recente), ma non è escluso che in futuro si possa prendere spunto dal cugino tennistico per ampliare la tipologia di superfici.

Qualche mese fa, in un’intervista con Padelbiz, Juan Lebrón si era detto favorevole: “Nel padel è un bene avere campi differenti, veloci, lenti e intermedi. Questo cambia le variabili in gioco e talvolta può essere più stimolante per gli stessi atleti, che devono adattarsi alle differenti condizioni e cambiare anche tattica e strategia”.

In passato, del resto, il padel si giocava anche su campi duri e in cemento, certamente più rari ma ancora presenti in alcuni circoli. Quelli che non si erano mai visti, invece, erano i campi in terra rossa, almeno fino a poche settimane fa.

Lo scorso 15 maggio, il Padel Park di Monterrey (Messico) ha inaugurato infatti il primo campo con una superficie in argilla, mostrandolo al mondo con un video pubblicato sui propri social media.

A Monterrey inaugurato il primo campo in terra rossa

Una novità che apre inevitabilmente a molte domande, come il potenziale adattamento dei giocatori professionisti (e non) alla terra battuta, ai suoi rimbalzi e alle condizioni di gioco che creerebbe. In primis, tuttavia, bisognerà capire se e quando la terra battuta riuscirà ad attirare l’attenzione Quel che è certo è che comincerebbero a vedersi tante scivolate, proprio come quelle del video pubblicato dal Padel Park.