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Si chiama Padel Pavilion ed è la struttura d’eccellenza disegnata da Fabio Novembre
per il nuovo polo sportivo del quartiere milanese CityLife

– di Sara Canali –

Quando il padel incontra il design nascono progetti di altissimo valore estetico. È il caso del nuovo Padel Pavilion, il nuovo polo sportivo presentato in occasione della Design Week, da SmartCityLife insieme allo studio di architettura Novembre Studio. Quello di CityLife a Milano è uno dei centri architettonici più importanti d’Europa ed è proprio in questo contesto che si inserisce la struttura avanguardista che, nell’idea dell’architetto Fabio Novembre, si propone di “danzare” insieme alle tre torri.

Gli edifici di Zaha Hadid Architects, Studio Libeskind, Arata Isozaki & Associates, Galantino Associati Studio, Studio O2 ARCH e Bjarke Ingels Group hanno infatti ridisegnato lo skyline della città e il nuovo centro sportivo del quartiere si pone a completamento di questa valorizzazione urbana. SmartCityLife, in seguito a un concorso a inviti, ha scelto Novembre Studio per la progettazione del Padel Pavilion che si collocherà all’interno del parco, che si pone infatti in continuità visiva con le architetture preesistenti e in particolare con le curve del progetto CityWave, assieme al quale forma una sorta di portale da Nord Est.

Il Padel Pavilion

La copertura dell’edificio presenta un grande sbalzo con un aggetto curvo di 17 metri che invita il pubblico del parco verso l’ingresso. Esternamente la superficie del padiglione è costituita da una parte superiore in Aluzinc, ovvero alluminio zincato, che poggia su una base semitrasparente in policarbonato: l’impressione che il visitatore ne ricava è quella di un grande pieno sopra un grande vuoto, un oggetto che stupisce per leggerezza, eleganza e sensibilità verso il prezioso ambito territoriale che lo ospita.

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La struttura alta 12 metri, con una superficie di 2.800 mq comprenderà sette campi da padel. Sarà alimentato da 365 pannelli fotovoltaici capaci di generare elettricità per i bisogni dell’edificio e sfrutterà centrali termiche ad alta efficienza per il riscaldamento invernale (con una temperatura interna stabile sui 20°) e per la produzione di acqua calda sanitaria. Un impianto radiante a pavimento permetterà di concentrare il calore nei primi metri di fruizione dello spazio mentre la ventilazione naturale interna consentirà il ricircolo dell’aria durante i periodi estivi.

All’interno saranno inoltre presenti un’area ristoro e uno spazio multifunzionale rialzato dal quale sarà possibile avere una vista privilegiata dell’attività sportiva. Quest’ultima sarà direttamente e interamente diretta da City Padel Milano, tra le più importanti e riconosciute realtà del padel italiano che hanno la concessione per i prossimi dieci anni. Fondata nel 2017 da Demetrio Albertini e Lorenzo Alfieri, City Padel Milano ha infatti gestito con successo anche il precedente centro sportivo di padel in CityLife, divenuto in pochi anni punto di riferimento assoluto nel panorama nazionale.

La presentazione

Alla presentazione hanno partecipato l’assessora allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del comune di Milano, Martina Riva, l’amministratore delegato di SmartCityLife, arch. Roberto Russo, l’arch. Fabio Novembre, progettista del Padel Pavilion e Luca Molinari, critico di architettura, direttore di Platform e professore ordinario di progettazione architettonica – Università della Campania, Luigi Vanvitelli.

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Da sinistra, Roberto Russo, Martina Riva, Fabio Novembre e Luca Molinari

La storia

A raccontare il rapporto che c’è tra padel e CityLife è Roberto Russo, amministratore delegato di SmartCityLife, società nata a luglio dello scorso anno. “Quello del padel è il completamento di un progetto di mitigazione ambientale che avevamo in corso nel 2018. Quella dove sono sorti i primi campi era un’area di cantiere rimasta ferma e, in accordo con la pubblica amministrazione, abbiamo deciso di darle una funzione”.

“Prima, da appassionato tennista, avevo pensato di metterci un campo da tennis, poi conoscendo Demetrio Albertini è nata l’occasione di posizionare dei campi da padel. Quindi questa avventura è nata non come scommessa, ma come volontà di innovare”.

Nel 2018 infatti, quello delle pareti di cristallo è un mondo che conta ancora pochi appassionati e una manciata di campi, situati soprattutto a Roma . “Quando Albertini ci ha raccontato del suo progetto, abbiamo innanzitutto voluto capire di cosa stessimo parlando visto che allora non era ancora uno sport molto conosciuto. Crederci è stato guardare lontano investendo il giusto. Abbiamo pensato che fosse un’occasione per portare all’interno di quest’area delle persone che altrimenti sarebbero state ai margini”.

Ma questa non è la prima prova di carattere del quartiere: nel 2015 infatti era stato posizionato un campo pratica da golf che, per tre anni, ha attirato mille persone in centro a Milano. Poi, con l’apertura del cantiere per la costruzione delle nuove case, è stato smantellato. “Abbiamo iniziato con quattro campi da padel che nel 2020 sono diventati sei, tutti posizionati in una tensostruttura“, continua l’ad.

“Poi è iniziato il cantiere per la creazione del Padel Pavilion e abbiamo dovuto chiudere temporaneamente quello che era diventato il centro più prenotato d’Italia. Nel frattempo abbiamo fatto una convenzione con l’assessore di Milano per posizionare temporaneamente nell’area davanti al Vigorelli quattro campi provvisori più uno da tennis, per dare una continuità di servizio”.

Tutto quello che la società ricava dall’attività sportiva viene re investito nel parco e nelle attività sportive, ambientali e di sicurezza. “Passare da una tensostruttura a un progetto architettonico è in linea con l’idea di rendere lo sport un elemento non più provvisorio, ma permanente nel quartiere. Era necessario fare un progetto coerente con il contesto per questo abbiamo indetto un concorso, invitando diversi studi di architettura. Quello di Fabio Novembre ci è sembrato il più convincente e in linea con quello che stiamo costruendo e costruiremo: abbiamo un budget di tre milioni e mezzo da investire nella struttura senza i campi e abbiamo pensato che il modo per portare lo sport in CityLife in modo stabile fosse attraverso qualcosa di bello”.

L’intervista

Fabio Novembre,
fondatore

A vincere il concorso per la realizzazione del Padel Pavilion è stato Novembre Studio che, fondato da Fabio Novembre, da oltre venticinque anni opera nell’ambito dell’architettura e del design degli interni. Le sue opere comprendono edifici per grandi istituzioni private, hotel, sistemi retail e interventi residenziali per alcuni fra i brand più noti come Ac Milan, Stuart Weitzman, Una Hotel e MediaMarkt. Abbiamo chiesto al suo fondatore, nonché l’ideatore del progetto del polo sportivo, di raccontarci la sua idea.

Che rapporto hai con il padel?
La verità: io sono negato! Appartengo alla vecchia generazione, quella che ancora non ha abbandonato il calcetto. Tutti i miei amici però sono davvero appassionati di padel, ne sono circondato e ammetto che questo sport è riuscito ad affascinarmi molto.

Com’è stato progettare una struttura sportiva?
Io amo lo sport in generale e credo molto nei valori che riesce a trasmettere. Disegnare uno spazio per lo sport qui in CityLife è qualcosa di meraviglioso, mi ha permesso di dare voce all’importanza della salute fisica. Poi, il fatto che sia dedicata a dei campi da padel ha influenzato alcune scelte strutturali come l’altezza del padiglione e gli interspazi tra i campi.

La copertura del padiglione simula un movimento verso l’alto che, in un certo modo, può ricordare una racchetta che va verso l’impatto con la pallina. È voluto?
È vero, non ci avevo pensato. È un movimento dal basso verso l’alto esattamente come un dritto! Però la mia idea di movimento nasce dal gesto di togliersi il cappello nella volontà di omaggiare i giganti architettonici di CityLife, disegnati dai più importanti e prestigiosi studi del mondo. Inoltre, la prossima struttura che verrà costruito, il CityWave, presenta una copertura con un’onda che va esattamente in direzione opposta a quella del Padel Pavilion e, proprio danzando con queste curve, è come se noi creassimo un portale di ingresso a nord per CityLife. Mi piace questa idea di interagire, di danzare con gli altri edifici in una sorta di confronto armonico con qualcosa che già esiste.

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Perché hai deciso di partecipare al concorso indetto da CityLife?
Ho deciso di partecipare al concorso per progettare questa struttura perché mi ha permesso di confrontarmi con i giganti dell’architettura. Qui ci sono opere di architetti che io studiavo quando ero in università. Ci sono fior di progettisti e sono l’unico italiano. Per me è un onore progettare nel parco architettonico più importante d’Europa a livello di titoli nobiliari nel settore. Per fortuna non sono una persona che sente la pressione, ho conservato una sorta di incoscienza infantile che mi permette di approcciare tutto in maniera molto coraggiosa, quindi non ho timori reverenziali. Il mio è un piccolo gesto che va verso l’alto in un senso di continuità.

Cos’è l’Alluzinc e come mai questa scelta?
Si tratta di alluminio zincato che non riflette in maniera specchiante, ma permette di leggere un riflesso ammorbidito, soffuso, sottile. Come una fusione con l’ambiente circostante. Mentre all’interno è una specie di cattedrale industriale, con tutte strutture reticolari. È una struttura seriale smontabile con elementi singoli che si ripetono e questo permette di essere efficiente. È un edificio importante, ma non è solo un blocco di cemento inserito in un parco, ma piuttosto calibrato nel rispetto dell’ambiente e di CityLife.