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Ai Giochi Europei di Cracovia il padel ha fatto il proprio debutto in un evento internazionale multisport. L’Italia ha raccolto tre medaglie, mentre la disciplina ha compiuto
un altro step
che la avvicina al grande obiettivo a cinque cerchi

– di Daniele Pansardi –

La partecipazione nei Giochi Europei di Cracovia ha avuto un valore tanto simbolico quanto “politico” per il padel. La disciplina ha preso parte nel programma di una competizione multidisciplinare per la prima volta, segnando un ulteriore step nel proprio percorso di sviluppo e riconoscibilità a livello globale, propedeutico al vero obiettivo di medio-lungo termine. Gli European Games, infatti, sono organizzati dai Comitati Olimpici Europei (COE), l’organismo che riunisce i 50 comitati olimpici nazionali del vecchio continente: è dunque un primo assaggio di competizione a cinque cerchi, fondamentale per poter ambire alle Olimpiadi vere e proprie a partire da Brisbane 2032 (sembra ormai difficile inserirsi per Los Angeles 2028).

L’ingresso nella rassegna olimpica è uno dei più grandi obiettivi dichiarati della FIP e del presidente Luigi Carraro, e un progetto del genere presupponeva necessariamente la partecipazione agli European Games, sebbene questi ultimi non siano un evento dal particolare prestigio per giocatori e media. In questo senso, l’atmosfera e il pubblico richiamato nella suggestiva cornice della Piazza del Mercato di Cracovia hanno senz’altro segnato dei punti a favore per la candidatura del padel.

Il cammino per assicurarsi le Olimpiadi è ancora lungo, ma le condizioni per il finale lieto sembrano esserci. Del resto, è difficile ignorare il crescente interesse internazionale attorno a questo sport e gli ampi margini di lavoro ancora a disposizione in tanti grandi Paesi, che possono contribuire a rendere il padel più globalizzato di quanto non lo sia oggi. Un processo che richiede tempo e pazienza, ma competizioni come gli European Games (per non parlare delle Olimpiadi) possono essere un volano ideale per amplificare la diffusione della disciplina.

“La FIP crede fortemente nelle competizioni multidisciplinari, perché sanno catturare la vera essenza dello sport e sanno creare legami tra atleti di diverse nazioni”, ha dichiarato Carraro. “Il padel ha saputo portare in scena un grande spettacolo all’insegna del fair play e della sana competizione. Dal nostro punto di vista, l’esame è stato superato”.

“Con gli European Games, fin dall’inizio abbiamo cercato di includere nuovi sport che potessero avere in futuro una chance di entrare nelle Olimpiadi”, ha aggiunto Spyros Capralos, presidente del Comitato Olimpico Europeo. “Vedendo la quantità di persone che ha assistito alle partite, è facile capire perché il padel sta crescendo così tanto in Europa”.

I risultati del padel ai Giochi Europei 2023

La contemporaneità con il Master di Valladolid del WPT ha privato il torneo delle principali stelle del gioco, ma non ha impedito alla competizione di regalare momenti di grande pathos.

La Spagna ha vinto due tornei su tre: doppio maschile e l’interessante novità del doppio misto, su cui la FIP spingerà sempre di più anche nei prossimi anni. A rovinare l’en plein spagnolo è stata propria l’Italia.

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Chiara Pappacena e Giulia Sussarello festeggiano la medaglia di bronzo (credits FIP)

Nel doppio femminile, Carolina Orsi e Giorgia Marchetti hanno scritto un piccolo pezzo di storia per il Belpaese, vincendo il torneo e confermando l’ottimo stato di salute del movimento femminile. La spedizione azzurra ha collezionato medaglie di tutti e tre i metalli, grazie al bronzo di Chiara Pappacena e Giulia Sussarello sempre nel doppio femminile e all’argento di Davide Cassetta e Sussarello nel misto.

Doppio femminile

1. Carolina Orsi e Giorgia Marchetti (Italia)
2. Marta Barrera e Marta Caparros (Spagna)
3. Chiara Pappacena e Giulia Sussarello (Italia)

Doppio maschile

1. Daniel Santigosa e David Gala (Spagna)
2. Alonso Rodriguez e Pablo Garcia (Spagna)
3. Afonso Fazendeiro e Miguel Oliveira (Portogallo)

Doppio misto

1. Daniel Santigosa e Noa Canovas (Spagna)
2. Marco Cassetta e Giulia Sussarello (Italia)
3. David Gala e Araceli Martinez (Spagna)

Il medagliere

1. Spagna (2 ori, 2 argenti, 1 bronzo)
2. Italia (1 oro, 1 argento, 1 bronzo)
3. Portogallo (1 bronzo)

In apertura: Giorgia Marchetti e Carolina Orsi con la medaglia d’oro (credits FITP)