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L'editoriale del Direttore / Verso quota 100(mila)

Anche questo numero di Padelbiz, in molti dei suoi contenuti che come sempre abbiamo con grande cura e passione confezionato per voi, non fa che confermare una tendenza già in atto da almeno due anni. La quale si rafforza e in qualche modo si autoalimenta quasi quotidianamente. Ossia, come avevamo già anticipato in uno dei nostri primi editoriali, che il padel sta davvero diventando una disciplina sempre più globale, iniziando ad assumere i medesimi connotati di sport più storici, nobili o, che dir si voglia, semplicemente più diffusi.

A confermarlo sono numeri, fatti, sensazioni e proiezioni. Sui primi (i numeri), come sapete Padelbiz è sempre particolarmente attento. Ecco perché ne trovate, come di consueto, molti degni di nota nelle successive pagine. Non solo: sul prossimo numero vi proporremo un ampio e dettagliato approfondimento del nuovo Global Padel Report 2023 di Playtomic, che merita senz’altro un’analisi molto accurata. Vi anticipiamo comunque alcuni dati emblematici. Come quello che stima in circa 2 miliardi di euro il valore generato dall’ecosistema del padel mondiale, con questa suddivisione di fatturato: 1 miliardo e 400 milioni dalle infrastrutture, 370 milioni dalle racchette, 100 milioni per l’abbigliamento, 80 milioni per le palline, 50 milioni tra media e ticketing. Significativo, inoltre, il dato sui campi: le previsioni indicano che nel 2026 saranno 85 mila in tutto il mondo, più del doppio rispetto alla cifra attuale, con una crescita annua di oltre il 40%. Non così lontani, insomma, dalla soglia simbolica di quota… 100(mila) campi. In alcuni casi, peraltro, dobbiamo dire che alcuni dei valori citati ci paiono perfino in parte sottostimati e, in ogni caso, sono di certo in continua evoluzione.

Del resto, se fino a solo 3-4 anni fa si trattava di un “gioco” per pochi, in tutti i sensi, oggi il padel inizia a essere conosciuto e soprattutto praticato in decine di paesi. Alcuni dei quali sono solo all’inizio e presentano potenzialità ancora enormi e inesplorate. La partecipazione ai Giochi Europei di Cracovia, di cui vi raccontiamo nelle prossime pagine, rappresenta un’altra importante tappa di questo percorso. Con un valore tanto simbolico quanto “politico”. Il padel, infatti, è entrato per la prima volta nel programma di una competizione multidisciplinare così importante, segnando un ulteriore step nel proprio percorso di sviluppo e riconoscibilità a livello mondiale, propedeutico all’ambizioso obiettivo di medio-lungo termine. Gli European Games, infatti, sono organizzati dai Comitati Olimpici Europei (COE), l’organismo che riunisce i 50 comitati olimpici nazionali del vecchio continente: un passaggio importante quindi verso i “cinque cerchi”, ossia l’agognato approdo alle Olimpiadi vere e proprie (se non a Los Angeles 2028, ipotesi difficile ma non impossibile, magari a Brisbane 2032).

In questa road map che vede e vedrà il padel diventare uno sport sempre più diffuso in un numero crescente di nazioni e continenti, ci sono Paesi che ovviamente continueranno a recitare un ruolo da protagonisti. Come fisiologicamente avviene per altri sport. Questione di cultura e predisposizione. O semplicemente di storicità. Ecco perché, se Argentina e Spagna sono (e probabilmente saranno) leader ancora per un bel po’ di tempo, possiamo dire che l’Italia può già essere pienamente annoverata di diritto tra le “potenze” del padel a livello europeo e mondiale. E se è vero che rispetto ai due Paesi prima citati sconta un ritardo di parecchi anni, è altresì innegabile che nei confronti di praticamente tutto il resto del mondo si presenta con un vantaggio competitivo al momento importante, considerando audience, numero di praticanti, investimenti, quantità e soprattutto qualità delle strutture, soprattutto per gran parte dei centri aperti più di recente. Oltre che a livello “politico” e sul fronte degli eventi: è bene ricordare che Luigi Carraro è presidente della FIP (International Padel Federation) e che propria sotto la sua egida sia nato il circuito Premier Padel, che ha dato un ulteriore e decisivo input alla crescita dello sport e alla sua visibilità mediatica. Con ben due tappe su otto che, al pari dello scorso anno, si svolgono in Italia: a Roma (10-16 luglio) e a Milano (4-10 dicembre). Ovviamente in queste occasioni, così come in molte altre, Padelbiz non mancherà. E il numero che avete tra le mani sarà distribuito con varie operazioni speciali proprio durante il Premier di Roma. Offrendo attivamente il suo contributo per un’evoluzione solida, sana e consapevole del padel nel nostro paese e non solo.

Benedetto Sironi
benedetto.sironi@sport-press.it