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Il circuito lanciato nel 2022 da FIP e QSI è riuscito a prendersi in pochi mesi la scena internazionale, segnando una svolta dal punto di vista sportivo ed economico e cambiando le carte in tavola per gli atleti. Con il Major di Roma sullo sfondo, ecco un recap dei numeri registrati nella fulminante stagione d’esordio

 – di Daniele Pansardi –

Dal 14 marzo 2022, giorno in cui è stato lanciato ufficialmente, il Premier Padel ha bruciato le tappe sotto molti punti di vista. In pochi mesi, il circuito organizzato dalla FIP insieme alla Qatar Sports Investments (QSI) di Nasser Al-Khelaifi si è preso la scena internazionale della disciplina e ha di fatto “piegato” la resistenza del World Padel Tour, che dalle cause in tribunale è passato poi alle trattative con lo stesso Premier per provare a creare un circuito unico dal 2024.

Il successo, insomma, è stato pressoché schiacciante anche sul piano politico, oltre che sportivo ed economico. La FIP guidata da Luigi Carraro e QSI hanno avuto il merito di concretizzare e ottimizzare la grande crescita del padel mondiale, aumentandone la dimensione professionistica e guidando questa discipina fuori dalla nicchia in cui era nascosta fino a qualche tempo fa.

Un boom immediato

Il Premier Padel è già diventato un punto di riferimento ed è anche riuscito a entrare in alcuni luoghi iconici del tennis, il suo cugino sportivo più noto: il Foro Italico a Roma e lo stadio del Roland Garros a Parigi, due passaggi che hanno per forza di cose segnato uno spartiacque a livello comunicativo e d’immagine. Nonostante le sole otto tappe in calendario, inoltre, è riuscito a toccare ben cinque continenti, tenendo fede a uno degli obiettivi principali che Luigi Carraro si è fissato da qui alla fine del suo mandato. “Vorrei che il padel venisse giocato in tutti i Paesi del mondo”, aveva dichiarato nell’intervista rilasciata a Padelbiz lo scorso dicembre.

Chi ben comincia, come ha fatto il Premier, è senz’altro a metà dell’opera. Nel 2023 il calendario è rimasto invariato, anche perché gli spazi sono piuttosto congestionati e il rapporto con gli atleti è tra le priorità della dirigenza, ma in vista del 2024 sembra molto probabile che il Premier ingloberà il WPT dando vita a un unico grande circuito internazionale, con più di venti tappe in programma. Nel frattempo, per la stagione in corso è stato raggiunto un altro traguardo significativo: la presenza delle donne, che faranno il loro debutto a Roma dopo un anno di trattative e dialoghi costanti tra le parti, nonostante i recenti tentativi di ostruzione del World Padel Tour.

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Come aveva sottolineato Carraro a fine 2022, del resto, il tour non poteva esistere senza la presenza femminile. Roma sarà quindi il punto di ritrovo per tutte le star mondiali: da Juan Lebrón ad Alejandro Galán, che torneranno proprio nella Capitale a giocare insieme dopo gli infortuni del Lobo, passando per Gemma Triay, Ari Sanchez e Paula Josemaría, fino a Arturo Coello e Agustín Tapia e l’azzurra Carolina Orsi, oro ai recenti Giochi Europei con Giorgia Marchetti e autrice finora di una stagione di altissimo livello nel World Padel Tour. Gli spettatori che riempiranno il Foro, insomma, potranno lustrarsi gli occhi.

L’impatto su pubblico e media

A proposito di spettatori, è fuor di dubbio che tra gli obiettivi principali dell’organizzazione c’è la volontà di ritoccare le cifre di pubblico della prima edizione del BNL Italy Major Premier Padel. Lo scorso anno fu superata quota 30 mila spettatori nel corso della settimana, ma con l’apertura del campo Centrale (che ha una capienza da 10.500 posti) e l’aumento delle partite per via della formula combined il sorpasso sembra essere alla portata.

Allargando lo sguardo all’annata di esordio del circuito nel suo complesso, gli otto eventi del 2022 hanno richiamato invece più di 200 mila persone in totale. A Mendoza, in Argentina, è stato toccato il record per il maggior numero di spettatori in un singolo torneo di padel (55 mila), con 11 mila nella sola giornata delle semifinali. La risonanza mediatica è stata altrettanto positiva. Il Premier è stato trasmesso in più di 180 Paesi distribuiti su sei continenti, con una copertura stimata di oltre 150 milioni di persone.

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Una visibilità che continuerà a essere garantita dagli accordi pluriennali raggiunti con alcuni broadcaster come ESPN, beIN Sports, Canal+ e RTVE. Allo stesso tempo, l’organizzazione ha voluto assicurarsi una diffusione accessibile e aperta a tutti, grazie ai live streaming dei tornei sul proprio canale YouTube che ha fruttato 22 milioni di visualizzazioni, 17 milioni di utenti unici e un totale di sei milioni di ore di padel guardate.

Sempre più importanti, sempre più pagati

Fin dall’inizio, il Premier Padel ha sottolineato la propria strategia di porre l’atleta al centro di tutto. Non è un caso che i padelisti siano coinvolti in prima persona in questioni di carattere tecnico e organizzativo, dai regolamenti (come l’esclusione del killer point sul 40-40) fino al calendario. Il circuito si è impegnato nel rendere il padel uno sport sempre più professionale nei confronti dei giocatori, garantendo loro l’accesso alle migliori strutture possibili dentro e fuori dal campo.

Il vero punto di svolta, tuttavia, è stato rappresentato dalle migliori condizioni economiche offerte. Il Premier ha innalzato i montepremi dei tornei come non era mai accaduto nel padel internazionale: per i quattro Major (Doha, Roma, Parigi e Monterrey) la cifra distribuita è stata di 525 mila euro, mentre per i P1 (Madrid, Mendoza, Giza e Milano) di 250 mila. A Roma sarà addirittura di oltre 800 mila euro.

Di conseguenza, i ricavi degli atleti sono aumentati in maniera considerevole: i dominatori della stagione passata – Juan Lebrón e Alejandro Galán – hanno ottenuto 193.219 euro, quasi 40mila in più rispetto ai guadagni derivanti dal WPT, circuito in cui la coppia però è stata impegnata in ben 21 tornei contro gli otto del Premier Padel.

Come riportato dalla FITP, ben 14 giocatori hanno concluso l’anno con più di 100 mila euro di ricavi, mentre in quattro sono andati oltre i 200mila, cifre fuori portata fino al 2021 e che rendono l’idea del corposo aumento del giro d’affari attorno al padel. Da questo punto di vista, il Premier ha compiuto un passo decisivo nell’allargare la platea dei giocatori che possono puntare a fare della disciplina la propria professione nella vita.

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