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Secondo il Global Padel Report di Playtomic e Monitor Deloitte, quello scandinavo è il primo Paese
ad aver raggiunto un punto di saturazione del mercato, come evidenziato dai 600 campi dismessi nel 2022.
Ma la solidità e l’attrattività della disciplina non sono in discussione

di Daniele Pansardi

 

La Svezia continua a rappresentare un unicum nel panorama padelistico mondiale. Negli ultimi quattro anni, il Paese scandinavo ha fatto segnare uno sviluppo oggettivamente impressionante: tra il 2019 e il 2021 la crescita dei campi è stata del 388%, mentre nel 2022 c’è stata un’ulteriore impennata del 37% che ha portato il totale delle strutture a 4.200. Una cifra che, in rapporto alla popolazione, è più alta anche dell’Italia e soprattutto della Spagna.

Questo particolare andamento, com’era naturale che fosse, non sarebbe potuto durare a lungo. Proprio negli ultimi mesi, infatti, abbiamo assistito a una progressiva saturazione del mercato del Paese scandinavo, come predetto da molti osservatori. Secondo il Global Padel Report di Playtomic di cui abbiamo parlato anche nelle pagine precedenti, la Svezia è entrata in una fase di piena maturazione del settore. In questo senso, ha anticipato anche la patria europea e del padel, ovvero la Spagna, e potrebbe dare delle indicazioni al nostro Paese per leggere in anteprima il nostro futuro, visto che nei prossimi anni la curva di crescita tenderà inesorabilmente ad appiattirsi.

Come illustrato dal grafico, le analisi svolte indicano che lo spazio per la costruzione dei campi si è ridotto fino a restringersi del tutto. L’esplosione dell’offerta ha superato l’altissima domanda creatasi negli anni (che ha trascinato a giocare più di 700 mila persone, cifra che vale circa il 7% della popolazione), tanto da portare allo smantellamento di 600 campi contro le 1.300 nuove costruzioni del 2022.

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L’evoluzione svedese

Il boom degli ultimi anni è iniziato da un interesse spontaneo nato fra la popolazione nel periodo pandemico, alimentato poi dai grandi investimenti del settore privato e dall’impulso offerto da figure note al pubblico che hanno promosso la disciplina. Le poche restrizioni regolamentari per le aperture dei club, la costruzione di nuovi campi, la cultura svedese molto aperta alle novità e ricca di early adopter e la presenza di una classe media ampia e benestante hanno poi rappresentato l’innesco definitivo, creando la situazione che abbiamo imparato a conoscere.

Nonostante ora ci sia poco spazio in termini di ulteriori infrastrutture, la Svezia riesce a rimanere un Paese di grande rilievo padelistico grazie alla maggior professionalizzazione dei club e dei servizi offerti e all’impegno della Federazione nel catalizzare il successo della disciplina su grandi eventi o nell’investire a cascata su tutto il movimento.

Basti pensare che, dal 2021 in avanti, la maggior parte dei circoli realizzati in Svezia ha ricevuto il sostegno anche di alcuni fondi d’investimento come LeDap, creato dal gruppo Triton, che ora gestisce una vasta rete di club di padel e punta a diventare la piattaforma leader mondiale per guidare la crescita dello sport attraverso We Are Padel. L’altro grande attore protagonista nella gestione dei club è invece PDL – Padel United. La Swedish Padel Federation, invece, lavora con diverse associazioni di giocatori e vari sponsor per organizzare un circuito professionistico nazionale, oltre a creare la propria squadra nazionale.

Allo stesso tempo, è riuscita ad attirare sul proprio territorio tornei di caratura internazionale come le tappe del World Padel Tour (addirittura due nel 2022) e dei circuiti FIP, facendo leva sulla forza raggiunta dal proprio movimento. Che, nonostante la saturazione del mercato, ha raggiunto una propria solidità strutturale da primo della classe.

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Misurare la saturazione di un mercato

Monitor Deloitte, che ha collaborato con Playtomic alla stesura del report, ha anche sviluppato una metrica di saturazione del mercato che permette di stimare il numero di campi da padel che una determinata area può sostenere senza perdere in occupazione e profitti dei club. Questa metrica è basata sulla popolazione, % di giocatori di tennis relativi alla popolazione, numero di campi da tennis e il numero di giocatori di padel per ogni campo. Secondo questi parametri, la Svezia avrebbe raggiunto il proprio livello di saturazione già a quota 3.700 campi, circa 500 in meno rispetto alla cifra attuale.