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Hanno tra gli 8 e i 16 anni, arrivano in compagnia di genitori, fratelli maggiori oppure – nel caso di quelli più grandi – in gruppi vivaci e rumorosi. A prescindere dall’età, i giovanissimi dell’Allianz Cloud hanno tutti una cosa in comune: una passione fortissima per il padel, di cui conoscono tutte le regole e tutti i protagonisti, spesso molto di più degli adulti che li accompagnano. La “next gen” del padel ha riempito di vita gli spazi intorno al Milano Premier Padel P1, sia all’interno della “venue” – dove per tutta la settimana hanno affollato gli spalti – sia nel villaggio che circonda l’Allianz, dove tra food truck e stand degli sponsor i giovani tifosi hanno creato il loro territorio. Oltre che uno spazio di pausa tra una partita e l’altra, dove commentare partite e fare pronostici sui risultati, l’area intorno ai cancelli è diventata anche un luogo privilegiato dove incontrare i grandi campioni: Da Juan Lebron a Fernando Belasteguin a Paquito Navarro, tanti big si sono concessi per lunghe sessioni di autografi selfie e abbracci speciali con i loro tifosi. Gli addetti ai lavori al di fuori dell’Allianz raccontano di centinaia di ragazzi in fila per passare qualche minuto vicino ai loro idoli e farsi firmare maglie ma anche le onnipresenti “jumbo”, palle da padel in formato extralarge che vanno a ruba nei box di attrezzature e souvenir e che già lo scorso anno erano diventate un simbolo del torneo.

Uguale la partecipazione dentro il Campo Centrale e il Campo 1: fino a tarda ora – come nel caso del quarto epico tra Coello/Tapia e Gonzalez-Garrido – la “new generation” del padel è rimasta attentissima a seguire le partite, senza cedere alla inevitabile stanchezza che a una certa ora spuntava sui visi dei più piccoli. Non è mai mancato il rito della caccia alla pallina a fine partita, quando i giocatori ringraziano i loro tifosi lanciandole sugli spalti e regalando loro un souvenir speciale da portare a casa. Poi gli incitamenti dalle tribune, con le giovani voci che si intervallano ai cori degli adulti. Oppure l’emozione dei raccattapalle quando nei corridoi dell’Allianz incrociano i giocatori che camminano per arrivare al campo, nello spogliatoio o quando vanno via per tornare in hotel. Tutto in un’atmosfera elettrica, dove l’agonismo sportivo si mescola al clima di festa e stupore che riscalda anche il freddo dicembre milanese.

Una partecipazione resa possobile anche grazie a una delle opportunità offerte da Carta Giovani Nazionale, lo strumento digitale per le ragazze e i ragazzi tra i 18 e i 35 anni residenti in Italia promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, che consente l’accesso agevolato a beni, servizi, esperienze e opportunità. C’erano 500 tagliandi gratuiti per ogni sessione di Milano Premier Padel, da lunedì a mercoledì, ma nel villaggio che circonda l’impianto che sta ospitando i big del padel mondiale c’è un’area in cui scoprire anche le altre opportunità, e non più solo a livello di scontistica come avveniva in un recente passato. Durante l’evento, per esempio, è stato possibile presentare il proprio CV per concorrere ad uno stage di 6 mesi nell’organizzazione di eventi sportivi internazionali, con inizio da marzo 2024.

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“Abbiamo potenziato la nostra presenza anche in occasione di eventi sportivi e con grande concentrazione di giovani – spiega il Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, Michele Sciscioli –, ma su Carta Giovani ci sono anche opportunità professionali: bandi di concorso per la pubblica amministrazione, corsi di formazione e certificazioni. Ma non solo: è capitato, per esempio nell’ultimo Festival di Giffoni, di avere partner che abbiano spiegato ai giovani come si prepara un curriculum “smart” o che abbiano offerto corsi di supporto psicologico”.

E tra le varie proposte c’è anche il servizio civile universale, riservato ai giovani dai 18 anni ai 29 non compiuti, con il 15% dei posti nei concorsi pubblici riservato a chi lo completa senza demerito: è inoltre in uscita un bando per nuovi 50mila posti e, specifica Sciscioli, “il servizio civile non è più solo obiezione di coscienza e assistenza per le categorie fragili. Ci sono, ad esempio, il servizio civile digitale, quello ambientale per progetti ideati insieme al Ministero dell’Ambiente e, di recente abbiamo firmato il protocollo con quello dell’Agricoltura, per altri 1.000 posti”.

Particolare curiosità per il concetto di ‘assistenza digitale’, che nasce per insegnare le nuove tecnologie a chi non le conosce: come funziona lo SPID? Come si invia una mail? Non si aiuta soltanto il prossimo, “ma si crea anche un contatto tra diverse generazioni – sottolinea Sciscioli –. Se hai fatto il servizio civile e ti sei messo a disposizione della comunità, hai maturato delle competenze. Che poi sono i principi di squadra propri anche dello Sport: lavorare in team, con motivazione e nel rispetto delle regole”.