In questo articolo si parla di:
padel senza barriere

Frutto della sinergia vincente tra sport e impegno sociale, il progetto “Padel senza barriere” – presentato dall’A.S.D. For Tennis Team di Pineto (TE) del presidente Alessio Pistilli, e ideato dal tecnico Marco Ciafardoni insieme all’esperto in pianificazione Eugenio Maglia – è stato accolto con favore dall’Unione Europea nell’ambito del bando promosso dall’Agenzia Italiana per la Gioventù e denominato “Erasmus+|Gioventù e Sport”, ottenendo il massimo cofinanziamento possibile.

L’iniziativa ha trovato il proprio alveo ideale nella cosiddetta “azione chiave KA182”, espressamente concepita dall’organismo governativo per offrire al personale delle organizzazioni sportive l’opportunità di acquisire nuove abilità e migliorare le proprie competenze attraverso la cosiddetta “mobilità a fini di apprendimento”, vale a dire trascorrendo un periodo formativo all’estero e contribuendo, in tal modo, allo sviluppo e al rafforzamento delle loro capacità sul territorio di appartenenza.

Il progetto premiato, unico nel suo genere per quanto riguarda il mondo del padel, si prefigge l’obiettivo di abbattere le barriere sia sociali che geografiche, in linea con l’intento dell’Unione Europea di accorciare le distanze tra i Paesi membri e di favorire processi di innovazione in ambito sportivo a livello di realtà di base.

L’iniziativa prevede diverse fasi attuative, a cominciare dall’interazione telematica con le società sportive dello stato ospitante e proseguendo con una visita propedeutica in loco, ma il fulcro dell’esperienza risiede nei 14 giorni di “job shadowing”: è questo il periodo di attività intensiva pensato per lo scambio e la condivisione di conoscenze e competenze tra l’A.S.D. For Tennis Team e due club spagnoli (il Club Andres Gimeno Castelldefels e il BaPadel Barcelona), con un’attenzione particolare all’esercizio del padel in carrozzina, ovvero il “Padel en silla de ruedas”.

padel senza barriere

L’obiettivo di “Padel senza barriere” è quindi ambizioso e nobile, laddove mira a demolire quei muri invisibili che, anche involontariamente, la società erige nei confronti dei diversamente abili, tanto nel quotidiano e ancor più nei campi da gioco. Lo scopo primario del momento formativo è acquisire e riportare in patria un approccio gestionale e un metodo didattico fortemente inclusivo e aperto a tutti, senza distinzioni di sorta, quale fattore contributivo alla crescita delle comunità sul territorio.

La A.S.D. For Tennis Team, realtà da sempre sensibile al ruolo sociale dello sport, ha saputo sfruttare appieno questa opportunità dal sapore internazionale, attingendo a competenze e abilità sviluppatesi nella terra d’elezione del padel, attraverso la collaborazione con due fra i più prestigiosi e competenti centri catalani nel settore del “padel adaptado”, dove lo staff italiano lo scorso novembre ha brillantemente concluso il periodo di apprendistato programmato.

Le attività che seguiranno il rientro del personale sportivo in Abruzzo saranno il più possibile ampie e variegate, con un invito aperto a tutti per proposte e suggerimenti, e iniziative mirate a intercettare e soddisfare le esigenze provenienti dal tessuto locale. Già nel corso del prossimo mese di febbraio, il progetto prevederà ulteriori sviluppi che coinvolgeranno attivamente la platea sportiva e non solo, creando così un raccordo diretto tra lo scopo mutualistico dell’iniziativa e le reali esigenze della società civile.

L’obiettivo dichiarato dell’ente di base è la formazione di un corpo docente di eccellenza, così da costituire un presidio sportivo stabile e che sia punto di riferimento per la specifica disciplina a livello regionale – e, perché no, finanche nazionale – in nome di un processo inclusivo che non può e non deve arrestarsi. “Padel senza barriere” rappresenta – per chi lo ha ideato e per chi ne beneficerà – un’opportunità di crescita anche personale, un fiore all’occhiello per il territorio teramano e un piccolo grande baluardo per la diffusione di questa emozionante disciplina, in tutte le sue possibili modalità d’esercizio, perché, non dimentichiamolo… lo sport è di tutti.