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noa bonnefoy pietro giovannini

Nell’ultimo anno, abbiamo assistito a un crescente numero di giovani che si sono avvicinati al padel. Alcuni di loro, in particolar modo, hanno messo in mostra un’attitudine e un livello tecnico molto interessanti, tali da essere tra i convocati nella nazionale italiana che si è distinta in diverse occasioni. In questa sede, mi riferisco soprattutto a Pietro Giovannini e Noa Bonnefoy, due tra i giovani italiani sicuramente più promettenti del panorama italiano e grandi amici fraterni, dentro e fuori dal campo.

Pietro nasce a Imperia l’1 maggio del 2008 dove tuttora vive, mentre Noa il 20 dicembre del 2005 a Lodi: vive a Paullo, ha doppia nazionalità poiché il papà è francese e mamma italiana. Due giovani allegri e simpatici che si allenano ogni giorno per inseguire un sogno: diventare da grandi dei giocatori professionisti. In una chiacchierata amichevole mi sono fatta raccontare un po’ di loro e delle loro aspettative future.

La passione di Pietro per il padel nasce cinque anni fa, quando frequentava ancora le scuole elementari, dopo esser andato a vedere la partita di suo padre Giorgio con un amico. Quella di Noa, invece, in una giornata piovosa di 7-8 anni fa, quando “casca” in un campo da padel coperto, visto che il campo da tennis sul quale avrebbe dovuto allenarsi era all’aperto e inagibile.

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Noa Bonnefoy

Il suo è stato un amore a prima vista. Oggi sono due atleti completi, anche se ancora in crescita: guardandoli in campo si comprende già una certa intelligenza nel gioco. Pietro preferisce giocare lo smash del quale ha piena padronanza, e che sovente utilizza anche da posizioni del campo non proprio consigliate, mentre Noa predilige la vibora, che esegue in modo pressoché perfetto e che spesso ha portato entrambi a raggiungere ottimi risultati.

Tra le migliori vittorie di Pietro, al momento, c’è una “tappa de oro” al Foro Italico di Roma, i campionati italiani ad Aprilia, il FIP Promises di Novara e l’Open Pietra Ligure. Il classe 2008, inoltre, è stato convocato in nazionale juniores lo scorso anno agli Europei di Valencia e ai Mondiali in Paraguay quest’anno, e ha anche preso parte a diverse finali FIP Promises e al Master Finale Under 18 allo Star Padel di Legnano.

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Pietro Giovannini

Si ispira al suo giocatore preferito, Javi Garrido, che è per lui un punto di riferimento. Noa invece vanta la vittoria ai campionati italiani under 18 e all’Open di Treviso, e inoltre ha contribuito alla salvezza in Serie A della sua squadra, oltre ad aver vinto il Master Finale under 18 proprio in coppia col suo amico Pietro. È stato convocato in nazionale lo scorso anno a Valencia, dove ha partecipato agli Europei e, come Pietro, anche ai Mondiali in Paraguay dove l’Italia è arrivata sesta.

I prossimi progetti

Tra i progetti futuri di entrambi c’è sicuramente la Spagna, dove si allenerebbero e si confronterebbero con chi il padel lo vive e lo gioca da almeno un trentennio. Pietro vorrebbe confermare i risultati ottenuti nel corso del 2023 e tornare in nazionale, ma anche programmare una maggiore attività nei tornei più importanti in modo da affacciarsi ancor più sul panorama internazionale.

Noa punta invece alla partecipazione nei tornei FIP, per tentare di entrare nelle qualificazioni del Premier Padel, e come detto al trasferimento in Spagna. Questo gli consentirebbe di fare un salto decisivo per il prosieguo della sua carriera e, perché no, potrebbe portarlo ad allenarsi o addirittura a giocare con il suo campione preferito: Miguel Yanguas. Entrambi nutrono grande stima reciproca e affetto. In campo, Pietro gode della tranquillità di Noa e del fatto che lo faccia comunque sorridere anche nei momenti del match più difficili, mentre Noa apprezza la grande grinta che Pietro sa esprimere in ogni istante. Quando i match finiscono e i due si ritrovano fuori dai vetri, la loro amicizia rimane salda anche nei momenti di svago.

Dal punto di vista personale, posso solo ringraziare questi due ragazzi che potranno presto essere da esempio per molti giovani che si stanno affacciando a questo meraviglioso sport. E se il padel crea non solo giocatori, ma anche amici… Che ben venga per tutti!

Nella foto in apertura: asinistra Noa Bonnefoy e, primo da destra, Pietro Giovannini