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Che Juan Lebrón non avesse un carattere semplice era un dettaglio noto al pubblico da tempo. E lo era ovviamente anche per Ale Galán, con cui ha formato una delle coppie più dominanti nella storia del padel senza essere necessariamente amici fuori dal campo. Si è spesso parlato di come il madrileno “sopportasse” Lebrón e i suoi atteggiamenti poco concilianti in campo, ponendo il feeling tecnico-tattico e le vittorie davanti a tutto.

Dopo l’episodio di Doha contro Yanguas e Garrido, in cui Lebrón ha superato tutti i limiti colpendo prima Yanguas con una pallata e poi sfiorando la rissa con il loro coach Juan Mieres, anche Galán ha detto basta. Proprio al termine di un periodo in cui la coppia iberica si era definitivamente ritrovata dopo l’infortunio a Lebrón dello scorso anno, che aveva rallentato un percorso fin lì implacabile. La dimostrazione era stata la vittoria nel P1 di Riyad all’esordio stagionale, il miglior biglietto da visita possibile per la stagione 2024.

Tutto però si è sgretolato nel terzo set del quarto di finale del Major qatariota, prima con il nervosismo di Lebrón e poi con la rocambolesca sconfitta dopo tre ore di gioco contro la giovane coppia di connazionali.

“Voglio dirvi che ho preso la decisione di separarmi da Juan”, ha scritto Galán nel post Instagram in cui ha ufficializzato la decisione. “Non è stata una decisione facile, ma è stata ben ponderata. Voglio ringraziare Juan per i quattro anni che abbiamo condiviso insieme. Sono stati indimenticabili. Ti auguro, dal profondo del mio cuore, il meglio per il tuo futuro Juanito. Un abbraccio”. 

Poco dopo sono arrivati anche i saluti e i ringraziamenti di Lebrón, che poi in un’intervista a Marca ha offerto qualche dettaglio in più sulla separazione dall’ormai ex compagno, oltre a ribadire le sue scuse per quanto successo a Doha.

“Quando siamo arrivati a Madrid mi sono scusato con lui e gli ho chiesto se avremmo potuto parlare”, ha detto l’ex numero 1 al mondo. “E ci siamo concessi un po’ di tempo per noi in quel momento. Giovedì gli ho chiesto se avremmo potuto parlare l’indomani di nuovo di quanto fosse successo. Lo stesso giorno poi mi ha chiamato per dirmi che non avrebbe voluto continuare con me”.

“Mi ha colto di sorpresa”, ha ammesso. “E credo che siano rimasti di sorpresa un po’ tutti nel team. Ma alla fine è una sua decisione e devi rispettarla, è una cosa molto personale. Non so se sia giusto o ingiusto, è solo qualcosa di molto personale e bisogna accettarlo”.

La coppia Lebrón-Galán si congeda quindi dopo tre stagioni ininterrotte passate da numeri uno al mondo e una marea di titoli vinti, ma soprattutto con un’eredità tecnica che ha cambiato e cambierà il modo di concepire il padel.

E ora?

Nel futuro di Ale Galán ci sarà Federico Chingotto, un giocatore di destra “tradizionale” e quindi molto diverso da Lebrón. Chingo non potrà garantire la stessa esplosività e aggressività del Lobo dall’altro angolo del campo, ma l’accoppiata si presenterà tra le pareti con un potenziale molto interessante.

Resterà da capire quando i due potranno giocare insieme per la prima volta. Lebrón-Galán, infatti, si sono registrati insieme al P1 di Acapulco (18-24/3) e in linea teorica potrebbero dividere il campo per l’ultimo torneo prima di separarsi. Sempre in teoria, tuttavia, si attende la decisione su un potenziale provvedimento disciplinare per Lebrón, che considerando i fatti potrebbe essere dietro l’angolo.

L’esordio di Galán e Chingotto, dunque, avverrà sicuramente al P2 di Puerto Cabello in Venezuela (25-31/3), torneo in cui Lebrón farà coppia invece con Momo González, la cui parentesi con Chingo è durata dunque poche settimane.

El Lobo, tuttavia, ha già precisato che quello venezuelano al momento è l’unico impegno già preso con Momo, e che valuterà nel corso delle prossime settimane con il suo team quale sarà la soluzione migliore per lui.