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La sponsorizzazione di Álvaro Cepero rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo nella breve (ma già brillante) storia di Viento. Affiancando il proprio nome a quello dello spagnolo, il marchio italiano entra a tutti gli effetti nel professionismo e nel Premier Padel, aprendosi nuovi scenari e opportunità per far crescere il brand a livello internazionale. Cepero ha 32 anni e già una esperienza decennale nei circuiti maggiori, in cui ha saputo contraddistinguersi per un rendimento solido ma anche per una certa dose di schiettezza davanti ai microfoni.

Parliamo di un giocatore dalla personalità piuttosto forte, che ben si sposa dunque con una delle più caratteristiche e riconoscibili nel panorama attuale del mercato padelistico. Per lo stesso Cepero, inoltre, sarà un’opportunità unica nel suo genere. L’iberico si ritroverà al centro del progetto tecnico di Viento e potrà collaborare attivamente con il marchio nella ricerca e nella produzione delle prossime racchette, offrendo i propri feedback dalle pareti di cristallo.

E in campo – ne siamo certi – sarà senz’altro uno dei più stilosi del Premier Padel. Di questa nuova collaborazione, e delle prospettive per il prossimo futuro, ne abbiamo parlato con lo spagnolo durante il Padel Trend Expo.

L’intervista
Álvaro Cepero, n.56 del ranking FIP

Com’è nata la collaborazione con Viento e cosa rappresenta per te questo cambio di partner tecnico? Viento per me rappresenta qualcosa di speciale, un grande cambiamento. Sono stato con un altro brand per ben otto anni, ma da adesso inizia una nuova era. Il motivo principale per il mio cambio risiede proprio in chi sono loro: oltre a essere molto amati in Italia, mi hanno fatto sentire parte della loro famiglia sin dal principio. Inoltre, apprezzo il fatto che con Viento posso avere una parabola evolutiva: posso aiutare, dare il mio apporto e le mie conoscenze per la realizzazione di racchette e altro materiale sportivo. È un’esperienza nuova per me, che vorrei sfruttare al massimo. Sono molto contento della scommessa con Viento e spero di poter ricambiare appieno. Anche perché qui non si tratta solo di mettermi in campo e giocare: loro mi danno la libertà di ideare le racchette, posso valutare cosa manca e quali caratteristiche potremmo migliorare, e per me in quanto giocatore è bello sapere di avere questa importanza. Non tutti i brand ti lasciano essere parte di loro in questo modo.

Quale racchetta userai nella prossima stagione e quali sono i feedback che hai ricevuto?
Ho provato le pale del 2023 e mi piacciono molto, sono modelli ibridi che permettono di lavorare sia sul controllo che sulla potenza, ma ci stiamo concentrando sul peso e sulla durezza della pala per vedere dove si può intervenire. Quella che mi piace di più è decisamente la Maestral.

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Che attività sono previste con il brand nel corso della vostra collaborazione?
A parte partecipare ai tornei, essendo un nuovo brand vogliamo provare a coinvolgere sempre più persone, e non solo in Italia. L’idea è quella di spingere sull’internazionalizzazione del marchio e sulla sua distribuzione grazie anche all’agenzia di comunicazione Next Gen Sports, che rappresenta anche me. L’idea è portare la distribuzione in Messico, Portogallo, Svezia, cercando di portarlo poi in tutto il mondo.

Con Viento collaborerete insieme anche allo sviluppo di nuove racchette? Sì, svilupperemo insieme delle pale nuove consultandoci a vicenda. È anche più facile farlo perché io posso provare i prototipi per valutare cosa può andare bene e cosa può piacere al pubblico o meno. Ma lavoreremo insieme anche per realizzare pale diverse, magari una per l’estate e una per l’inverno, per gestire al meglio i cambi di temperatura. Ci sarà molto spazio per le collaborazioni nel futuro e in due annetti si potranno vedere i risultati.

Qual è il bilancio della stagione 2023 e quali sono le aspettative per il Premier Padel 2024?
Ho concluso l’anno al 48esimo posto sul Premier Padel. È stato un periodo pieno di viaggi, circuiti doppi e molta stanchezza. Abbiamo lavorato tanto e fatto tanti chilometri, perciò è stato difficile capire appieno quali fossero gli obiettivi da perseguire. Inoltre, io avevo firmato con World Padel Tour mentre altri col Premier Padel, quindi ognuno giocava nel suo ranking. Ora sappiamo che non sarà così. Per fortuna io sono finito in una posizione migliore rispetto a quella del WPT. L’aspettativa di quest’anno è lottare, sentirsi competitivi con la coppia che si ha davanti, nel padel, nello sport e nella vita. Nel padel, dove ultimamente è difficile fare progetti, è importante saper lavorare bene nella coppia per dare il meglio contro i propri avversari. I risultati poi dimostreranno se abbiamo fatto tutto nel modo giusto o meno.