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"Palla al centro": il progetto della Fondazione Francesca Rava con Carlos Pérez e il carcere Beccaria 1

Nessun detenuto è irrecuperabile. E quando si tratta di minori, la rieducazione deve poter aprire le porte a un futuro e a una realtà diversi da quelli alla quale la vita li ha abituati. Il tempo della detenzione può essere utile per ripartire, riprendere strade interrotte, scoprire attitudini e talenti.

In questo percorso sono fondamentali adulti di riferimento che possano credere in loro, dedicandogli del tempo, e facendoli sentire importanti. Tra questi c’è anche Carlos Pérez Cabeza, atleta professionista di padel originario di Malaga, che dal 2023 vive e si allena a Milano.

Carlos ha immaginato fin da subito come le peculiarità di questo sport all’interno del carcere potessero coinvolgere positivamente i ragazzi dando loro quella famosa “seconda possibilità”.  Così, con The Beautiful Padel, ha aderito al progetto “Palla al centro” della Fondazione Francesca Rava, che promuove il benessere dei minori entrati nel circuito penale attraverso incontri formativi e attività sportive. Il percorso ha avuto inizio a gennaio, con un primo appuntamento che si è tenuto proprio presso l’IPM Cesare Beccaria.

Qui Carlos ha avuto modo di incontrare per la prima volta i ragazzi, che lo hanno accolto con grande interesse e curiosità e di raccontare loro la sua storia di grande passione e impegno, che lo ha portato a giocare contro i migliori campioni al mondo in questo sport, che sta coinvolgendo sempre più sportivi. In seguito, hanno avuto la possibilità di scendere in campo con i volontari della Fondazione Francesca Rava, cimentandosi nei diversi circuiti di allenamento studiati proprio da Carlos, in cui ognuno ha potuto testare la propria attitudine verso questa disciplina, per molti ancora del tutto nuova.

Ma l’incontro ravvicinato con il padel non si è limitato a questa esperienza. Una rappresentanza di ragazzi dell’IPM Cesare Beccaria infatti è stata coinvolta da Carlos e da The Beautiful Padel a partecipare a Padel Trend Expo, a Milano nella giornata di sabato 20 gennaio 2024. I ragazzi hanno avuto modo di fare una full immersion, insieme a Carlos, assistendo all’intero programma di eventi della giornata dall’area hospitality, incontrando alcuni ex giocatori di calcio e grandi campioni sportivi.

"Palla al centro": il progetto della Fondazione Francesca Rava con Carlos Pérez e il carcere Beccaria

Il progetto “Palla al centro” presentato a Padel Trend Expo. Da sinistra: Claudio Briganti (direttore tecnico di Padel Trend Expo), Carlos Pérez Cabeza, Marco Riva (presidente del CONI Lombardia), Maria Vittoria Rava (presidente della Fondazione Francesca Rava), Martina Riva (Assessore allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano), Delfi na Boni (responsabile del progetto “Palla al Centro” all’IPM Cesare Beccaria) e Alessandro Lupi (giornalista e conduttore Sky Sport 24).

Dopo aver partecipato a una lezione di padel tenuta da maestri federali, hanno potuto sperimentare su un vero campo i colpi e le varie tecniche di gioco che Carlos aveva insegnato loro già durante gli incontri all’IPM e nel pomeriggio hanno seguito le partite tra Carlos e altri campioni.

L’intervista
Carlos Pérez

Come sei entrato in contatto con la realtà dell’IPM Cesare Beccaria e perché è scaturita in te la volontà di sostenere questo progetto?
Sono venuto a conoscenza della realtà del Beccaria grazie alla connessione di The Beautiful Padel con la Fondazione Rava. Avevo già in mente di dare un contributo nel sociale e mi è stata data questa bellissima opportunità: quella di portare il gioco e i valori del padel ai ragazzi del carcere minorile.

Quali sono i valori e le caratteristiche del padel che secondo te possono aiutare a recuperare i ragazzi e rieducarli al reinserimento in società?
Il padel è uno degli sport che ha più valori positivi da trasmettere. Innanzi-tutto c’è il rispetto per il proprio compagno e anche per gli avversari. È una disciplina che si basa sulla fiducia reciproca e sul fair play. Molto di quello che fai in campo influisce sul compagno, nel bene e nel male, quindi occorre essere empatici, pazienti. Magari uno dei due ha bisogno di essere incoraggiato, quindi ci vuole anche una giusta dose di leadership per trainare il gioco e lottare insieme per arrivare a realizzare punti. E poi, non in ultimo, giocare a padel vuol dire anche svolgere un’ottima attività fi sica per tenersi in forma.

La prima volta dei ragazzi con te e con il padel, ma anche la tua prima volta all’interno di un carcere minorile. Negli appuntamenti svolti all’IPM Cesare Beccaria, quali sono stati gli aspetti che ti hanno colpito maggiormente?
La prima cosa che mi ha colpito entrando all’IPM Cesare Beccaria sono state tutte quelle porte da attraversare per arrivare al campo…E poi è stato davvero bello vedere come gli educatori hanno condiviso il gioco con i ragazzi mettendosi in coppia tra di loro. Questo ti fa capire che il padel è una disciplina davvero democratica, che arriva a tutti. Un altro aspetto che ho no-tato, sono le gerarchie che si creano tra i ragazzi all’interno dell’istituto: ci sono i leader e poi ci sono quelli che li seguono, proprio come nei film.

Questa esperienza con i ragazzi come ti ha arricchito a livello personale?
Direi che mi ha dato una visione diversa dalla realtà, rispetto a dove provengo. Ognuno ha la propria storia da raccontare e quando senti i racconti di questi ragazzi e riesci a vedere la loro vita da vicino, ti rendi conto che è solo una questione di opportunità che la vita ti presenta in base a dove e come cresci. Anche se tanti di loro hanno avuto la sfortuna di incamminarsi su un percorso sbagliato, hanno però voglia di cambiare in meglio la loro vita. Perché in fondo siamo tutti brave persone.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti nell’ambito delle carceri minorili?
Intanto questo progetto continuerà. Compatibilmente con le date dei miei tornei e delle mie trasferte, vorrei andare una volta al mese a incontrare i ragazzi. E poi mi piacerebbe impegnarmi ulteriormente nel sociale, sia come atleta ma soprattutto come persona. Ne parliamo più avanti…