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La parabola della MM Academy nasce molto tempo prima della sua effet­tiva fondazione nel 2023 e ruota intorno all’immagine di Manu Martín, allenatore da 20 anni che nel 2011 ha iniziato a pubblicare su YouTube le sue prime clinic di padel. E che oggi conta oltre 300 mila follower su Insta­gram, cosa non scontata per un personaggio di settore che non è un giocatore professionista. I suoi meriti, comunque, parlano chiaro: c’è anche lui dietro alla straordinaria stagione 2023 di Arturo Coello, con una collaborazione iniziata proprio a fine 2022.

Ma il mondo dei coach di padel non è facile come sembra, se si lavora da soli e con pochi allievi selezionati. Quando una coppia scoppia, l’allenatore resta senza lavoro. Da qui è nata l’esigenza di un’accademia che po­tesse accogliere più persone, tra pro e next gen. Nel futuro, Martín vede il suo metodo in ben 50 club entro il 2025 e l’apertura di quattro accademie “pro”. Purtroppo con meno clinic per la mancanza di tempo. A Padel Trend Expo ab­biamo potuto approfondire la sua esperienza.

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Quando è nata la tua Academy, qual è la sua storia e quali i suoi obiettivi?
La MM Academy è nata nel 2023, ma come Manu Martín lavoro con giocato­ri professionisti da 20 anni. Prima, per il tipo di padel che praticavo, non avevo bisogno di un’accademia. Io allenavo Alejandra Salazar e Ari Sanchez, a volte anche Seba Nerone e Gabi Reca, ma ai tempi era possibile lavorare da solo con diverse coppie perché il fenomeno del padel era più contenuto, il Tour aveva solo sei tappe ed era più semplice. Ma nel 2022-23 le cose si sono complicate e abbiamo sentito la necessità di avere una base a cui appoggiarci. Inoltre, il pa­del moderno oggi non ti permette economicamente di avere solo una coppia. Io per esempio, lavoravo solo con Ale e Ari, ma se la coppia si spezza resto sen­za lavoro. Per questo è sorta l’idea della MM Academy a Madrid, comprensiva di tutto quello che abbiamo imparato in 20 anni di direzione e di lavoro con la Federazione spagnola. Vi abbiamo unito tre aspetti che riteniamo fondamentali: cosa serve a un direttore di club, a un alunno, e come vincere un torneo. In MM Academy veniamo incontro alle esigenze di ognuno: cosa vuole un direttore di un club? Vuole vincere di più? Allora lo aiutiamo in tal senso, dando servizi migliori perché a ogni lezione abbia vita più facile.

È in questo che consiste il metodo “Mejora Tu Padel” o c’è dell’altro?
Il metodo è un misto tra una metodologia tradizionale, basata su un allena­tore che insegna la tecnica, e una dove in ogni sessione c’è una misurazione del proprio rendimento. Include videocamere che monitorano gli obiettivi e il lavoro tecnico in corso. Ogni sessione può essere riassunta con questa me­tafora: io ho una vite, vediamo qual è l’attrezzo migliore tra tutti quelli che ho per farla girare. Il metodo tradizionale invece direbbe: questo è il cacciavite, usalo e adattalo alla tua tecnica.

Quest’anno hai allenato Coello, com’è stato il suo percorso?
La collaborazione è iniziata con l’arrivo di Arturo nel 2022 a Madrid. Da lì abbiamo fatto diversi tornei con la coppia e ne abbiamo vinto uno in Cile. In un anno ho poi imparato molto, perché Coello e Tapia hanno un sistema di gioco che è diverso da quello che utilizzavo con altri allievi. Perché alla fine i nostri rivali sono Lebrón, Galán, Martín e Stupa: insomma, avversari che richiedono un livello altissimo. Ma questa esperienza mi è servita tanto ed è stata anche una sfida. In effetti avevo vinto alcuni tornei femminili, ma mai maschili. Vincere il primo tra gli uomini ha dato grande soddisfazione e sono molto contento per loro.

Trovi che il ruolo delle accademie sia importante anche per lo sviluppo di nuove generazioni di giocatori e nell’ottica di espansione del padel?
Sì, trovo che sia necessario, perché ciò che conta davvero in questi luoghi è la trasmissione dell’esperienza tra giocatori. È molto importante che gli juniores imparino cosa fa un professionista. E non solo in termini di gioco, ma in ge­nerale della sua quotidianità nel padel, cosa mangia, come usa la pala e come mette il grip. A volte un coach con un solo allievo può allenare la tecnica, ma la tattica è molto complicata, ha bisogno di tanti altri giocatori con cui fare un lavoro apposito, videoanalisi e vedere le partite insieme. Per questo avere un gruppo è molto importante.

Pensi di aprire qualche altra accademia in Italia e in altri Paesi o sei concentrato sulla Spagna?
Per il 2024 programmiamo di portare il nostro metodo in 20 accademie mondiali, raggiungendo le 50 nel 2025. Una volta stabilita una base, si può poi fare il secondo passo, che è collocare una MMA Pro nei luoghi strategi­ci: uno a Lisbona, uno a Roma, uno a Madrid e un altro in Svezia. Ma prima dobbiamo essere abbastanza solidi per non “rubare” giocatori ai centri vicini e contare invece su un nostro pool di allievi.

Tu fai anche clinic su YouTube dedicate al padel. Come hai iniziato? Sei contento della community che hai creato?
Sì, ne sono molto felice. La mia vita è uguale, realizzo contenuti online dal 2011, lavoro in tornei professionali dallo stesso periodo, ma ora improvvisamente mi riconoscono. E sono molto soddisfatto delle mie clinic, anche se ora quasi non posso più farle perché il nostro calendario di competizioni è molto pieno, posso arrivare a farne al massimo sei all’anno. Per me avere una community così è speciale: sento di fare cose che hanno senso. In un’occasione nel 2010 ho vissuto l’esperienza di non essere ascoltato da nessuno, così come quella in cui la gente mi ascolta. E alla fine, beh, è decisamente meglio la seconda.

di Benedetta Bruni