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Nove domande a Michelangelo Dell’Edera, direttore dell’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi, che coordina i progetti per l’insegnamento

di Andrea Fierro

L’esplosione di questo sport su tutto il territorio italiano ha coinvolto in maniera importante anche i più giovani. Complice anche l’arrivo di autentici funamboli come Tolito e Tapia sulle piattaforme social, ragazze e ragazzi stanno trovando nel padel un’ottima alternativa agli sport più canonici. Dietro alla formazione di questi giovani atleti, la Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) è scrupolosa nell’organizzare le fondamenta del ‘Sistema Italia’ per la formazione di istruttori e maestri, che hanno un ruolo fondamentale per la crescita della disciplina.

Ho avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con Michelangelo Dell’Edera, direttore dell’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi, che si occupa nello specifico di organizzare, pianificare e gestire i progetti federali legati all’insegnamento.

Bozza automatica 1105L’intervista
Michelangelo Dell’Edera, direttore dell’istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi

Come si è adattato l’Istituto Superiore di formazione Roberto Lombardi al padel?
L’istituto, che rende onore a Roberto Lombardi, dirigente della Scuola Nazionale Maestri, ha ampliato fortemente il concetto di multidisciplinarietà. Questo concetto, già noto e ben presente nel tennis inglobando l’area tecnica, tattica, mentale e motoria, è stato esteso a nuove aree come per esempio la sport vision e la metodologia di insegnamento. Il concetto multidisciplinare è stato quindi trasferito anche nelle aree di processo di formazione, alzando la cultura sportiva del paese intero.

Parlando con i miei colleghi maestri e istruttori, la sensazione è che il numero di scuole padel riconosciute dalla FITP siano in forte aumento. Su che cifra siamo al momento?
La sensazione è sicuramente corretta, il numero di scuole padel riconosciute dalla FITP è in aumento costante. Tutti i nostri progetti indirizzati ai giovani atleti, come per esempio le convocazioni e Racchette in Classe, sono esclusivi per i centri affiliati FITP. Nel periodo successivo alla pandemia da Covid a oggi, siamo passati da 50 a oltre 500 scuole affiliate.

Come sono distribuite sul territorio italiano le scuole padel riconosciute dalla FITP?
La crescita più importante registrata è padroneggiata da tre regioni: Sicilia, Lazio e Lombardia. Altre, come Piemonte e Puglia, stanno aumentando di molto i numeri. I corsi di formazione, disponibili su tutto il territorio, accresceranno il numero di istruttori e maestri di padel e di conseguenza la crescita delle scuole riconosciute. I fiduciari FITP sembrano avere un ruolo molto importate sia del punto di vista della promozione che della formazione degli istruttori e maestri.

Come vengono selezionati, che tipo di esperienza devono avere e come vengono formati dall’Istituto?
Sì, i fiduciari sono una figura essenziale per lo sviluppo dello sport. Il loro numero è in aumento, da 10 a 55. Vengono indirizzati e formati in tre attività principali in base alle loro peculiarità personali. Tecnico: si occupa dei raduni tecnici e della coppa delle regioni. Tecnico formatore: si occupa più della formazione del territorio. Tecnico promotore: strettamente collegato alle altre due figure e servirà da collante per individuare i giovani talenti durante le attività, tornei, TPRA ecc. Ogni regione ha le sue esigenze, quindi è importate scegliere fiduciari che conoscano le dinamiche del territorio. Devono dare esempio verso giocatori e istruttori di poter costruire grande progetti e vengono selezionati dopo una attenta valutazione.

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Abbiamo visto la divisione dei raduni under in due categorie (under 12-14 e under 16-18), che è una novità rispetto al recente passato. Come sono andati i primi raduni a livello di presenze e qualità dei giocatori?
La scelta di dividerli è nata lo scorso anno durante la coppa delle regioni. Non ti nascondo che ‘gestire’ adeguatamente gli atleti under 12 e under 18 dentro e fuori dal campo non è stato semplice, quindi abbiamo deciso di separarli. Il settore maschile viene coordinato dal maestro Ludovico Pisani mentre il settore femminile dalla maestra Sara Celata. La presenza di giocatori e giocatrici è aumentata notevolmente come anche la qualità. Negli anni passati abbiamo visto molti “trasferirsi” dal tennis, ma ultimamente stanno arrivando anche ragazzi e ragazze nati e nate tecnicamente con il padel. Si può iniziare con entrambe, ma è notevole il cambiamento di qualità dei giocatori ‘full padel’, perché le dinamiche e le tattiche dei due sport sono totalmente opposte.

Il “Sistema Italia” ha funzionato nel tennis e sta funzionando nel padel grazie a una struttura del settore tecnico sempre più capillare. In che modo stanno crescendo gli investimenti sui giovani di talento? Utilizziamo l’esperienza del tennis per costruire una ragnatela di padel, nella quale il giovani ”cadano” all’interno per essere aiutati dalla Federazione. Offriamo borse di studio e rimborsi per allenamenti con maestri nazionali FITP, condivisione di tornei per i giovani promettenti a spese della Federazione. Nei prossimi 4-5 anni siamo convinti di arrivare a grande obiettivi.

La FITP ha preso qualche modello estero come riferimento?
Non esiste un modello estero, esistono i coach con i propri stili di insegnamento. A Madrid, per esempio, insegnano diversamente che a Barcellona. Oggi ci sono persone che hanno fatto la differenza e che possono trasmettere le loro esperienze personali, ma di scientifico c’è poco. Noi stiamo cercando di prendere spunto da tutti coloro che hanno una buona esperienza. Oggi, per esempio, in Italia stiamo costruendo il mini padel, che negli altri Paesi non esiste.

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La FITP riesce a supportare dei giovani talenti per tornei all’estero, magari dai nostri vicini spagnoli?
Assolutamente sì. Da due anni abbiamo consolidato la condivisione di tornei offrendo borse di studio per tornei e stage all’estero.

Osservando il P.U.C. (Portale Unico delle Competizioni), notiamo una certa difficoltà dei circoli padel a creare tornei con un buon numero di partecipanti under 12- 14-16-18. La FITP supporta i centri padel nella promozione dei tornei?
La Federazione internazionale deve cambiare i parametri dei tornei. Ai Tornei Promise si possono iscrivere gli atleti con 17 anni compiuti, ma non i 16enni. Stiamo chiedendo la modifica di questa regola, utilizzando l’esperienza anche del tennis. Manca anche un po’ di cultura giovanile e poche nazioni organizzano questi eventi. Nei prossimi 2-3 anni vogliamo vedere i giocatori esteri venire a competere con i nostri atleti. Il ruolo dei fiduciari è anche quello di promuovere le competizioni ufficiali, stimolando maestri e istruttori delle varie regioni a iscrivere a tali competizioni i loro giocatori agonisti.

La domanda che più mi sta a cuore: che consiglio darebbe a un genitore con un atleta under 14 che vuole intraprendere una strada professionistica nel padel in Italia?
Costruire in casa un ambiente virtuoso. Oltre alle lezioni, bisogna prestare attenzione alla preparazione atletica e mentale anche nelle mura di casa propria. Bisogna aiutare l’atleta a diventare un giocatore universale, che conosca le dinamiche sia a destra sia a sinistra. Non bisogna fare l’errore di settorializzare subito il giovane atleta ma deve saper coprire ogni posizione in campo almeno fino i 17-18 anni. Non bisogna avere fretta, e bisogna imparare anche dagli errori fatti nel tennis con alcune giovani promesse.


Andrea Fierro

Sono nato e cresciuto sui campi da tennis a Milano, grazie alla passione di mio padre per questo sport, ed è diventata la mia professione intorno al 2005. Ho maturato molte esperienze all’estero (USA, UK, Spagna) lavorando anche nella prestigiosa Academia Sanchez-Casal di Barcellona. Proprio qui ho iniziato a giocare a padel per divertimento, senza sapere che da lì a pochi anni sarebbe diventata la mia professione una volta tornato in Italia. Sono Maestro Nazionale di padel della FITP e ricopro la posizione di direttore tecnico del The Padel Hub con base a Desenzano del Garda.