In questo articolo si parla di:

Era atteso con curiosità dagli addetti ai lavori e da tutto l’ambiente che gravita attorno al “pianeta sostenibilità”, e non ha certo deluso le aspettative: The SOStainables, il concorso indetto da Green Media Lab che si è celebrato il 30 maggio nella sede della media relation e digital company certificata BCorp (inserita nel programma B Corp Way e membro fondatore di UNGC Network Italia) è stato un successo di pubblico e di critica, con oltre 200 ospiti accreditati. Al cospetto della Fabbrica dell’Aria, fiore all’occhiello dell’headquarter milanese di Green Media Lab progettata da Stefano Mancuso, otto giovani finalisti di età compresa tra i 18 e i 30 anni hanno presentato altrettanti progetti volti a cogliere le sfide ambientali e sociali del nostro tempo, tutti animati da grande passione e dalla consapevolezza dell’importanza di affrontare il futuro con positività.

“Siamo entusiasti dell’esito di questa prima edizione, non solo per la qualità dei progetti candidati che mostrano una crescente attenzione da parte delle giovani generazioni ai temi della sostenibilità, ma anche per la presenza di aziende leader e volti noti del panorama attuale che ogni giorno ispirano altre persone con innovazione e dedizione. Da sempre puntiamo sui talenti emergenti del settore e siamo convinti che le idee innovative e originali presentate possano dare un contributo significativo al settore, primo passo per il progresso della sostenibilità nel mondo digitale, e non solo”, ha dichiarato Daniele Denegri, ceo di Green Media Lab.

A valutare i lavori, nel corso della serata moderata dall’attrice e sustainability advocate Anna Favella, una giuria d’eccezione composta nientemeno che dal botanico e saggista Stefano Mancuso, qui in qualità di presidente scientifico, e dall’attore comico Giovanni Storti, presidente di giuria e ormai definitivamente consacrato ad alfiere in difesa dell’ambiente. Al loro fianco Francesca Romana Rinaldi, direttrice del “Monitor for Circular Fashion” e docente alla core faculty “Sustainability Lab” di SDA Bocconi School of Management, e Sciakè Bonadeo, co-founder di One Ocean Foundation.

A spuntarla su tutti è stata la 22enne Carlotta “Lotta” Sarina, poliedrica attivista-musicista premiata per l’originalità con cui utilizza i social media nella sua battaglia ambientalista. Il suo spettacolo in tre atti per voce e contrabbasso “Detonazione”, da lei stessa scritto e interpretato, racconta dell’urgenza che l’ha spinta a mettere la sua musica al servizio del contrasto al cambiamento climatico, causa che condivide con la sua nutrita community online che la sostiene nelle sue battaglie sui temi ambientali e sociali. Un impegno che le è valso un premio di 5.000 euro in attività di strategia e comunicazione offerto da Green Media Lab.

La vincitrice Carlotta “Lotta” Sarina

Secondo posto per Mangrovia, marketplace che offre prodotti sostenibili per l’utilizzo quotidiano di differenti categorie di prodotti: dalla cucina alla cura della persona, ma anche molto altro. Il progetto, che è vicino a diverse associazioni che perseguono scopi ambientali e sociali, è forte di un profilo social in cui vengono condivise idee e consigli per uno stile di vita più responsabile partendo dalla quotidianità. Il team di Mangrovia si è aggiudicato un premio dal valore di 2.500 euro in consulenza di comunicazione, sempre firmato Green Media Lab.

Fondamentale nella riuscita dell’evento (patrocinato dal Comune di Milano), l’expertise di Green Media Lab, che da oltre un decennio è in prima fila nel favorire la diffusione di una cultura legata ai temi della sostenibilità e nell’affrontare – e comunicare – le sfide ambientali del nostro tempo con un approccio innovativo e sistemico, a partire da quando si tratta di ridurre e compensare l’impatto ambientale derivante dai propri eventi. Nel caso di The SOStainables, ad esempio, si è avvalsa di una partnership con Carbon Planet, start up italiana che affianca aziende virtuose nel loro processo di decarbonizzazione, rendendo addirittura negativo l’impatto ambientale delle emissioni prodotte durante la serata, compensandole con l’acquisto di crediti di alta qualità cui corrispondessero attività di decarbonizzazione. In altre parole, si è pulito più di quanto si sia inquinato.

“Green Media Lab e Carbon Planet hanno unito le forze per lanciare un’iniziativa che non solo rispetti l’ambiente ma soprattutto che lo valorizzi, lasciando un’impronta positiva. Grazie all’acquisto di crediti di alta qualità in quantità maggiore rispetto all’impatto generato dall’evento, siamo riusciti a trasformare The SOStainables in un vero e proprio gesto d’amore per il nostro pianeta”, ha affermato Riccardo Fraccaro, presidente di Carbon Planet.

Notazione ultima ma non ultima, la serata è stata animata dalle note della Gaudats Junk Band, progetto musicale che vede l’utilizzo di strumenti costruiti esclusivamente utilizzando materiali di recupero. Perché mai come in questo caso, i dettagli sono importanti.