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Pianeta Padel Piacenza: play like a pro 4

Da un’idea di Andrea Marchi e Matteo Repetti a Piacenza è nata un’arena moderna, dove giocare con il sorriso sulle labbra in un ambiente altamente professionale

di Andrea Farano

Se chiudi gli occhi puoi diventare quello che vuoi, anche un giocatore migliore. Potresti persino immaginare di correre fuori dalla gabbia e recuperare un por tres, come hai visto fare solo in tv. Ma quando ti ritrovi calato al centro di una struttura nata per il padel, e di fronte hai uno tra i migliori allenatori al mondo, il sogno può continuare anche a occhi aperti.

Questo mese siamo andati alla scoperta di un centro che ha pochi eguali nel panorama dei circoli padelistici nazionali, non fosse altro perché può vantare una collaborazione permanente con un’Academy spagnola dove i top player sono di casa.

Il tutto senza dimenticare che socializzazione e accoglienza restano gli imprescindibili ingredienti di una formula di successo, ancor meglio se condita da un pizzico di spensieratezza. Con il cuore ben saldo in provincia, e una visione imprenditoriale che travalica i confini nazionali, ne abbiamo discusso con un management che punta a creare una galassia di pianeti in cui convivono professionismo, sport e allegria.

Bozza automatica 1147L’intervista
Andrea Marchi, club manager

Come parte questo progetto?
Il progetto Pianeta Padel nasce a fine 2019 e prende avvio con la riconversione di un piccolo padiglione industriale nella zona sud di Piacenza, dove allocammo tre campi, i primi in tutta la città. Dopo lo stop legato alla pandemia, anche qui si è registrato un boom di presenze, tanto da indurci a ricercare un partner che ci supportasse in un piano di espansione, e ci affiancasse nella realizzazione di una struttura adeguata ai nostri programmi. Per nostra fortuna ci ha creduto LPR – un importante gruppo industriale piacentino nel settore della componentistica automotive – a cui dobbiamo la costruzione, dal nulla, di una vera e propria cittadella del padel, il cosiddetto LPR Stadium.

Qual è il frutto di questa iniziativa?
La nostra idea era quella di realizzare un impianto su misura per questo sport, oserei direi “sartoriale”, che avesse il padel al centro di tutto. Contrariamente a quanto si è soliti fare, non abbiamo riconvertito uno spazio esistente cercando di adattarlo al meglio alle nostre necessità, ma abbiamo progettato il cuore sportivo del club, per poi edificarci attorno il capannone. In oltre 2.000 mq – con soffitti che superano i 12 m – avremmo potuto alloggiare fino a sette campi: ne abbiamo messi cinque non solo per alimentare la sensazione di ariosità, ma anche per garantire la giocabilità delle zone esterne ai campi, caratteristica propria delle strutture di qualità assoluta.

È in effetti una peculiarità rara nei club italiani.
Lo abbiamo fatto per due motivi: non solo consentirci di ospitare tornei ufficiali grazie agli out regolamentari, ma anche per offrire agli amatori la sensazione di muoversi in un contesto dallo standard professionistico. Siamo convinti, infatti, che giocare in condizioni di alto livello elevi anche la percezione che il giocatore ha di sé, facendolo sentire parte fondamentale di un movimento, indipendentemente dalle sue abilità tecniche.

Quali servizi offre la struttura?
Di fatto siamo una realtà polisportiva – in cui accanto al padel, che ne è il core business, convivono una palestra autonoma (Pianeta Fitness) e i campi da beach volley (Pianeta Beach) – interamente gestita da noi. All’ingresso, dopo il pro shop, si è accolti in un’ampia zona reception, in cui operano e si alternano cinque segretarie per assicurare la massima attenzione al cliente, eliminando tempi di attesa. Alle spalle si trova l’area ristoro, con un bar tavola calda che vede la sua massima espressione nella fascia oraria dell’aperitivo post partita, favorendo il fenomeno aggregativo che è la grande prerogativa di questo sport, ma sul quale noi investiamo tempo ed energie.

In che modo favorite questo processo chiave?
Prendendo spunto dai nostri rispettivi trascorsi agonistici, abbiamo concepito il Pianeta Padel come un grande spogliatoio, un luogo in cui il cliente sa di trovare il massimo servizio ma in un contesto ambientale in cui goliardia e buon umore sono componenti indispensabili. Noi facciamo le cose sul serio, ma senza che ci si prenda sul serio. Questa formula trova una delle sue migliori applicazioni nei tornei amatoriali, occasioni in cui davvero si vede il nostro cuore e si sente la nostra passione. Sono momenti aperti a tutti i livelli di gioco, in cui l’obiettivo primario è il divertimento e la socializzazione, e in cui deve prevalere la funzione ludica, pur non venendo meno il sano agonismo.

Se ti riferisci al circuito “Ciao Padel”, in effetti i vostri tornei hanno ormai una fama che vi precede.
Abbiamo preso in prestito il meccanismo della nota trasmissione televisiva, ricreando diverse categorie di giocatori che si sfidano sul campo: per fare qualche esempio, partita Iva contro posto fisso, interisti contro resto del mondo o piacentini contro “magotti”, gli abitanti al di là del Po. Voglio menzionare anche il torneo “Invitational”, mutuato dal mondo golfistico, a cui partecipano i clienti più affezionati suddivisi in otto team che portano il nome dei nostri sponsor: un circuito in cui non conta più il risultato della coppia, ma dove vince l’intera squadra.

Quali iniziative avete pensato per i soci?
Preciso subito che l’ingresso alla struttura è libero, ma chiunque entra in campo viene tesserato annualmente, a un costo irrisorio, con la FITP o con il Movimento Sportivo Popolare, ente affiliato al Coni. Per noi significa garantire a ogni utente il rispetto della normativa e delle garanzie di legge in termini assicurativi e istituzionali. Per il cliente alla ricerca di un trattamento personalizzato, abbiamo poi ideato delle formule di abbonamento – denominate “Ace”, “Bandeja”, “Vibora” o “Smash” – con servizi accessori che vanno dalle dotazioni personali, alla scontistica per le prenotazioni. Crediamo in questa ricetta perché ci consente non solo la targettizzazione del pubblico e la fidelizzazione dell’utenza, ma anche la customizzazione del servizio.

La partnership con Fernando Poggi e la M3 Padel Academy, realtà di fama internazionale, è sicuramente il vostro fiore all’occhiello. In cosa consiste il sodalizio?
Partiamo dal presupposto che la qualità dell’insegnamento è sempre stata un elemento cardine della nostra idea di club, e ci siamo inizialmente mossi in un ambiente in cui gioco forza regnava molta improvvisazione, anche da un punto di vista tecnico. L’unico approdo possibile è stato rivolgersi al mercato spagnolo e abbiamo trovato una prima soluzione in Fernando Poggi, uomo e professionista esemplare che si approccia alla docenza in campo con la medesima serietà e dedizione anche quando ha di fronte un principiante e non i migliori giocatori del ranking mondiale. Ancora oggi, Fernando trascorre una settimana al mese nel nostro centro, compatibilmente al calendario dei professionisti che allena.

E con la M3 Academy di Madrid?
Il passaggio successivo è stata l’affiliazione alla M3, di cui oggi siamo l’unico club certificato in Italia con coach resident, nella persona di Nacho Bachiller. Siamo solo due realtà nel mondo a poterci fregiare di questo titolo (la seconda è a Hong Kong). Nacho, direttore tecnico della scuola padel, ha portato con sé la metodologia spagnola e sta formando i nostri istruttori di primo e secondo livello. Consentimi di sfruttare il canale comunicativo offertoci da Padelbiz per rendere nota anche la presenza fissa in sede di Martin Rubini, coach argentino di livello internazionale, campione mondiale over 40 e padre della giovane promessa Juani. Siamo fortemente convinti che, con uno staff tecnico di tale esperienza, Pianeta Padel ha tutte le potenzialità per essere percepito come una realtà in grado di ospitare e forgiare i migliori agonisti italiani, esattamente come accade in Spagna presso la M3. In ogni caso i nostri coach si dedicano con passione anche all’insegnamento di base, e anche questo contribuisce a far sentire speciali e valorizzati tutti i frequentatori del nostro club.

Quali iniziative mettete in atto per le nuove generazioni?
Teniamo moltissimo allo sviluppo delle giovani leve, tanto che ogni mattina i nostri bus vanno a prendere intere classi direttamente nelle scuole, e le ore di educazione fisica vengono consumate giocando a padel nella nostra struttura. È un impegno gravoso, ma ne vediamo già i frutti: uno studente su dieci torna a trovarci e intraprende un percorso didattico, tanto che oggi contiamo già 60 piccoli allievi.

Quali sono i vostri sponsor?
Non sono pochi, ma devo citare chi ci ha dato fiducia. Oltre ovviamente a LPR, i main sponsor che hanno brandizzato i sette campi sono Naima (cosmesi), PiemmeCar (concessionario Nissan), RMC (macchine movimento terra), Zena Office (infrastrutture internet), PharmExtracta (farmaceutica) e Cad Euro Pool (assistenza servizi doganali). A loro si aggiunge Macron come sponsor tecnico per abbigliamento, pale e attrezzistica.

E i vostri fornitori e partner nella costruzione del club?
Una menzione speciale per l’altissima qualità dei campi Adidas, forniti per il tramite di Simone Bernardi di Padel 4.0 e AFP: professionista preparatissimo la cui consulenza tecnica si è rivelata fondamentale nell’edificazione del centro.

In conclusione, svelaci cosa c’è nel futuro di Pianeta Padel.
La nostra visione del futuro non è rivolta solo allo Stadium, ma attiene anche allo sviluppo del brand: con “Pianeta Padel” l’ambizione è quella di proporci ed essere riconosciuti come un’eccellenza nell’organizzazione dei club sportivi, andando a generare una sorta di galassia di realtà accumunate dalla medesima filosofia gestionale e formula imprenditoriale.

In breve

Via Egidio Gorra 21, Piacenza, 29122

Campi
7 campi super panoramici, indoor
2 campi super panoramici, outdoor

Servizi
Clubhouse
Palestra
Bar
Pro Shop
Area relax
Area gioco bimbi
Spogliatoi
Spazio multiservizi
Parcheggio

Orari di apertura
17-24 Lunedì – Venerdì
09-20 Sabato – Domenica