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Secondo una nota canzone di Enrico Ruggeri, “il futuro è un’ipotesi”. Secondo Malona, il futuro è un sentiero che conduce a territori sportivi tutti da esplorare, un traguardo da conquistare con impegno e dedizione, un viatico in cui accompagnare giovani atleti che coltivano il sogno del professionismo. Il neonato brand italiano ha scelto di farsi largo in un contesto iperaffollato con politiche di vendita intelligenti e sostenibili, affidando la diffusione della propria immagine a una cantera di promesse, che, imbracciando la M100, si giocano il loro avvenire agonistico.

Con lo sguardo rivolto alla comunicazione social e alle ultime frontiere del mondo digitale, Malona non dimentica che la qualità e l’estrema cura per il prodotto restano i principali ingredienti per consolidare la propria posizione di mercato. Abbiamo incontrato Jacopo Levi, anima di un’azienda che orgogliosamente preserva la sua identità italiana e si prepara al lancio di una nuova pala.

L’intervista
Jacopo Levi, socio fondatore

Quando nasce Malona? Di chi è l’idea?
L’idea di Malona nasce nel gennaio 2021, dal connubio tra me e Matteo Borromini quali soci fondatori: io ho apportato al progetto la mia visione e le mie competenze finanziarie e aziendalistiche, e lui ha curato maggiormente la genesi e lo sviluppo del prodotto da un punto di vista tecnico, essendo più introdotto al gioco e al mondo del padel.

Il nome scelto a cosa si riferisce?
Non c’è un riferimento preciso: lo abbiamo adottato fondamentalmente per il suo sound, che sottintende un lontano richiamo al mondo spagnolo. Cercavamo un nome che fosse innanzitutto riconoscibile, e ci aiutasse così a ritagliare il nostro spazio in un mercato evidentemente affollato e ultracompetitivo.

Come si potrebbe spiegare la vostra filosofia aziendale?
Le nostre risorse ci hanno indirizzato verso la produzione di una pala che definisco “di nicchia”, che fosse qualitativamente curata per materiali ed estetica, e che si contraddistinguesse per un’immagine fresca. Per promuoverla abbiamo puntato su una fascia di giocatori giovani e per lo più provenienti dal territorio che sentiamo più vicino per estrazione, come la Lombardia e la Svizzera, investendo in queste promesse con un contratto di sponsorizzazione. A loro si affiancano dei maestri – fondamentali per lo sviluppo commerciale del brand – che portano sul campo le nostre racchette e contribuiscono a diffonderle.

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Si spiega così il claim “Play the Future”?
Esattamente: avremmo potuto scegliere come testimonial un giocatore dal profilo già consolidato, ma la scelta che difendiamo con orgoglio è quella di aver preferito una nidiata di ragazzi talentuosi, per accompagnarli nel loro percorso di crescita, e per crescere noi con loro. Mi vengono in mente, tra gli altri, Chiara Giaquinta, prossima a debuttare tra i professionisti, e Riccardo Merli, classe 2005: tutti i nostri atleti giocano con il prodotto che si trova in vendita, senza alcuna modifica, per una precisa scelta aziendale e di serietà verso la nostra clientela.

Qual è il vostro posizionamento e l’evoluzione in termini di penetrazione del mercato italiano ed estero?
Il mercato italiano – per numeri secondo in Europa, e comunque tra i primi al mondo – è per certi versi saturo di proposte, eppure in continua e inesorabile crescita: è stato questo il primo contesto di diffusione, ma abbiamo già piazzato il nostro prodotto in ambiti internazionali come Svizzera, Bahrain e Kuwait. Siamo pienamente soddisfatti dei risultati di vendita del primo anno, considerato che nella fascia di prezzo in cui ci collochiamo possiamo distinguerci per le dotazioni accessorie come il fodero e l’NFT. Il canale principale resta il nostro shop online, ma siamo presenti anche all’interno di alcuni circoli lombardi e svizzeri.

Play the future: le promesse del nuovo brand Malona

Hai citato l’NFT come elemento distintivo di Malona, azienda che crede fortemente nel digitale: spiegaci di cosa si tratta.
Non esiste a oggi un’altra azienda che, come Malona, doti la propria pala di un codice univoco NFT: in parole semplici potremmo definirlo come un certificato digitale, corrispondente al numero seriale del prodotto e che lo segue a ogni cessione, garantendone innanzitutto l’autenticità, ma che potrebbe – per ipotesi, magari in futuro – essere lui stesso oggetto di vendita o scambio. All’atto pratico, all’NFT è collegata una card che consente al suo possessore di accedere a una serie di servizi esclusivi, come la partecipazione a eventi dedicati o l’assegnazione di biglietti per manifestazioni padelistiche e clinic, ma anche la proposta in anteprima delle nostre nuove uscite.

Abbiamo notato particolare cura per la comunicazione e l’utilizzo dei social: è una scelta che ritieni obbligata?
Prima di presentarci al mercato abbiamo speso tempo ed energie in uno studio accurato sulla parte grafica ed estetica del prodotto, che va dal logo alla definizione della bicromia che ne completa l’immagine. A questo è seguita un’attenzione che direi maniacale per la comunicazione e la presenza in rete e sui social, che consideriamo un’imprescindibile vetrina. È vero che questo richiede un investimento a volte economicamente oneroso, ma lo riteniamo un processo organico alla nostra crescita, che – seppur lenta – auspichiamo e vogliamo costante e sempre più consolidata.

Il vostro catalogo comprende un insieme di accessori coordinati (abbigliamento e zaino) dal design decisamente accattivante: una proposta così completa interessa anche il giocatore amatoriale?
Sicuramente la disponibilità del corredo coordinato in qualche modo favorisce la vendita della pala, anche perché nel nostro caso registriamo frequenti apprezzamenti sull’intera gamma, tanto che non sono affatto rari i giocatori che ci scelgono per il borsone o la maglia, indipendentemente dalla racchetta poi impugnata in campo. Sull’abbigliamento abbiamo corso il rischio consapevole di collocarci in una fascia di prezzo premium, perché offriamo alta qualità per design e materiali, mantenendo sempre l’impronta stilistica che ci identifica.

Per che tipologia di giocatore è pensata la M100?
La M100 è un prodotto che sposa appieno la nostra filosofia del “Play the Future”, nel senso che non è una racchetta per principianti, ma è stata concepita proprio per dotare la nostra “cantera” di un attrezzo di livello intermedio/avanzato, funzionale a un percorso tecnico che punta all’agonismo. Realizzata totalmente in carbonio 18K, con all’interno una gomma Eva soft bianca, di certo è una pala estremamente maneggevole e versatile, leggermente più orientata al controllo.

Puoi svelarci qualche segreto sui processi di ricerca e sviluppo della vostra racchetta?
La pala nasce su progetto esclusivo di un nostro designer italiano, e non è un assemblato di componenti preesistenti, come sovente accade. È l’elemento “made in Italy” del nostro processo produttivo, di cui andiamo particolarmente fieri e che è sempre motivo di apprezzamento all’estero. Posso aggiungere che l’attrezzo è pienamente conforme al regolamento internazionale e rispetta tutti i parametri costruttivi (altezza, larghezza e spessore), rendendolo quindi omologato per giocare in tutte le competizioni.

Collezione 2024: quali le novità all’orizzonte per Malona?
Non voglio rivelare troppo ma posso già dire che è in arrivo una nuova pala: in anteprima a Padelbiz svelo l’arrivo della M200, frutto di un grande sforzo dal punto di vista estetico e di design. Avrà caratteristiche maggiormente offensive rispetto alla M100 – modificando la combinazione di carbonio e gomma, pur mantenendo la stessa qualità costruttiva della sorella – così da offrire un’alternativa d’acquisto ai nostri clienti, ma anche ai nostri atleti. Al momento il prodotto è in fase prototipale di test, e puntiamo alla commercializzazione a inizio dell’anno.

malonapadel.it – instagram: @malona_padel