padel mi amor

Grande fermento in casa Padel Mi Amor,
che svela le sue carte:
il team atleti si allarga con quattro top player,

tra i quali Víctor Ruiz (finalista al Milano Premier Padel 2022).
A questo si aggiunge un nuovo direttore

generale con grande esperienza nel settore sport, oltre alla distribuzione di Royal Padel per l’Italia

di Benedetta Bruni

A Padel Trend Expo era facile immaginarsi che le dimensioni degli stand fossero direttamente proporzionali alla celebrità del brand espositore. Perciò, alzando gli occhi verso la gigantografia di Teo Zapata – numero 42 nel ranking FIP e ambassador del marchio – disposta a pannello in uno stand dalla metratura decisamente importante, è stata una piacevole sorpresa vederci associato il nome di Padel Mi Amor, il brand di abbigliamento milanese nato nel 2021 su iniziativa di Paolo Fina e Alessandra, legati nel business e nell’amore.

La presenza in fiera ha contribuito al rafforzamento della propria immagine come attore promettente nel comparto sportswear, ma dall’altra parte gli ha permesso di muovere un passo in più nella definizione della sua brand awareness: durante i giorni all’Allianz MiCo era infatti facile incontrare persone che avessero almeno un capo firmato Padel Mi Amor. Felpe e magliette tra tutti, ma non mancavano anche i borsoni, comodissimi per portare le pale e altri prodotti acquistati direttamente in fiera. Per la gioia delle spalle del pubblico.

Un’accoglienza decisamente positiva, dunque. Forse data dalla familiarità del nome, dal claim “Tu manera de vivir el padel”, molto rassicurante se inserito nel contesto sportivo che richiede performance molto elevate. Quello che sappiamo è che, oltre all’indubbia qualità del prodotto, è stato anche merito di Paolo e Alessandra, che sanno decisamente come farsi benvolere da partner e clienti.

Una duplice strategia

Il brand non ha ancora festeggiato i tre anni ma ha già le idee chiare sui suoi obiettivi. Primo fra tutti affacciarsi ufficialmente sul mercato con una capillarità più decisa a livello locale che va di pari passo con un’espansione su scala internazionale.

L’azienda sta dunque lavorando su un duplice fronte: da un lato sta portando la sua immagine all’estero grazie alla sponsorizzazione di alcuni atleti internazionali, dall’altro ha assunto Fabio Maraccani come nuovo direttore generale e commerciale, che con la sua esperienza nel settore sportivo potrà dare una svolta alla riconoscibilità del brand. Oggi il marchio può quindi contare su quattro nuovi ambassador, tutti spagnoli: Teo Zapata, Pedro Meléndez, Carmen Castillón e Victor Ruiz, rispettivamente i numero 42, 89, 59 e 18 nel ranking FIP maschile e femminile.

victor ruiz

Victor Ruiz, n.18 del ranking FIP

La partnership con Zapata e Meléndez risale a fine 2023, ma è stata rivelata a Padel Trend Expo, mentre l’entrata in “famiglia” di Castillón è leggermente successiva e di fatto conseguente all’ingresso dei due. Ultimo ma non meno importante Ruiz, che si è unito alla squadra proprio in chiusura di stagione e a cui verrà dedicato un approfondimento ad hoc nei prossimi numeri di Padelbiz.

L’inizio di Fabio Maraccani è invece un messaggio piuttosto diretto al comparto: Padel Mi Amor c’è e si sta ritagliando lo spazio che si merita. Una dimostrazione? Da febbraio 2024 il brand è distributore ufficiale per l’Italia del marchio di racchette Royal Padel. Insomma, una strategia a tutto campo. Come ci confermano le parole dei nostri quattro intervistati.

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L’intervista
Fabio Maraccani, direttore generale e commerciale Padel Mi Amor

Quali sono state le tue esperienze precedenti e cosa ti ha convinto a lanciarti in questa nuova sfida?
Ho ricoperto ruoli di responsabile commerciale e marketing in diverse aziende di articoli sportivi e sportswear in generale. Ho iniziato in Oakley per poi passare in Umbro, Superga, K-Way e infine in Brekka. Nel corso di quest’ultima lunga esperienza sono entrato in contatto col mondo del padel diventando distributore di Siux nel 2021. Essendomi appassionato a questa disciplina, ho quindi accettato con entusiasmo di dirigere il progetto propostomi da Padel Mi Amor relativo a implementare una struttura a supporto di una linea di abbigliamento interamente dedicata al padel.

In quali termini contribuirai alla crescita del marchio, anche alla luce della tua esperienza passata?
L’esperienza di Siux ha allargato gli “orizzonti” commerciali nel settore dell’articolo sportivo. Sono nati negozi specializzati padel e gli stessi store di tennis hanno allargato la loro offerta inserendo pale e abbigliamento. Allo stesso tempo, la mia esperienza nel settore degli articoli sportivi mi fa credere che ci sia spazio per inserire il padel anche in contenitori più generici.

Quali sono i prossimi passi a livello di espansione?
Padel Mi Amor nasce quasi tre anni fa. Ha avuto la pazienza di crescere in maniera organica attraverso l’online e grazie alla presenza alle fiere di riferimento con stand di rappresentanza che, seguendo la filosofia del progetto, premiano la qualità del prodotto. I feedback che riceviamo quotidianamente dai nostri consumatori sono incredibilmente positivi. È giunta quindi l’ora di rivolgersi al mercato e pensiamo sia il momento giusto. La curva (temporanea) in leggera discesa nella vendita di pale ha portato il negoziante alla ricerca di marchi alternativi con i quali vestire il padelista. E quest’ultimo a sua volta vuole dei brand che lo caratterizzino e lo identifichino. Dal punto di vista della comunicazione, grazie al lavoro meticoloso di Paolo Fina, nostro co-founder e responsabile marketing e comunicazione, abbiamo appena siglato quattro importanti accordi di sponsorizzazione, che daranno al brand grande visibilità anche a livello internazionale.


Le interviste agli atleti

1. Quando hai iniziato a giocare a padel?
2. Ormai sei in uno stadio avanzato nella tua “relazione” con il padel. Qual è il fattore principale che ancora ti fa innamorare di questo sport?
3. Quali sono stati i momenti più emozionanti della tua carriera?
4. Com’è nata la collaborazione con Padel Mi Amor e in cosa consiste?
5. Hai altri sponsor? Che relazione hai con loro?

Carmen Castillón, n.59 ranking FIP
1. A cinque anni giocavo a tennis, ma a detta dei miei genitori avevo sempre in mano la pala da padel, quindi a otto anni ho cambiato sport e a 11 stavo già disputando il mio primo torneo che poi ho vinto in categoria maschile. Il mio punto di riferimento già ai tempi era mio padre: non mi faceva da insegnante, semplicemente giocava con me e io cercavo di ributtare indietro la pallina. Anche per questo motivo è un periodo che ricordo con gran piacere e che mi ha insegnato molto della vita e dei suoi valori.

2. A livello professionale mi ha insegnato la disciplina, la costanza, il saper sopportare la stanchezza, il dolore… insomma, mi ha resa più forte. Quando entro in campo ho voglia di lottare, dare il meglio, vedere fin dove posso arrivare. In campo ho conosciuto una parte di me che altrimenti non avrei mai scoperto. Il fattore “Amor” è proprio la professionalità che esigo da me stessa, la voglia di superarmi anche quando non è sempre facile sentirsi a proprio agio, soprattutto nei tornei. A livello non professionale questo sport mi permette di divertirmi, ridere e disconnettere. È ciò che lo rende bello.

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3. Il primo è stato il CTO Andalucía Menores che ho vinto a Malaga a 11 anni. Non avrei mai immaginato di vincere un torneo importante a quell’età e la sensazione che ho provato è il motivo per cui ho deciso di continuare con il padel. Un altro momento topico è stato il mio primo tabellone Master al WPT Marbella, quando ho iniziato a rispettare di più me stessa e il mio gioco, riconoscendo i miei sforzi. Infine, ricordo con piacere anche l’evento benefico dell’associazione di Carolina Navarro Palas Para Todos. Aiutare quelle famiglie e rendere felici i giocatori è un’arte ed è stata una fortuna per me averlo potuto fare.

4. Ho conosciuto Padel Mi Amor tramite Instagram. Ho visto che avevano in squadra un compagno andaluso, così li ho cercati e mi sono innamorata dei loro vestiti, di cui ho effettivamente notato la qualità. Un grande punto a favore sono i loro tessuti, che permettono di sentirsi sempre comodi.

5. Collaborerò per l’intera stagione con il brand di pale Handbrok. Ciò che più mi ha colpito di questo marchio e di Padel Mi Amor è stata la comunicazione, la fiducia e il buon rapporto che esiste tra di noi. Così, dall’umiltà e dal lavoro, questi progetti riescono anche meglio di quanto sperato.

Teo Zapata, n.42 ranking FIP
1. Ho iniziato a sei anni in un circolo della mia città, Mérida, ma ho iniziato a competere a 11 anni quando ho disputato il mio primo torneo internazionale. In quell’occasione mi sono reso conto che ero portato per il padel, e già a partire dall’anno successivo ho partecipato al circuito nazionale diventando anche campione di Spagna, uno dei miei primi premi. È lì che posso dire di avere iniziato a giocare per davvero.

2. Ho 28 anni e sono professionista da circa sei. Non è tanto tempo che partecipo ai tornei a livello agonistico, ma sento di avere tantissima voglia di scoprire cosa mi riserva questo percorso. Credo di avere ancora grande margine di miglioramento, non sento di aver raggiunto il mio “picco”. E certamente sono innamorato del padel: l’emozione di giocare e di partecipare ai tornei è forte di qualsiasi cosa.

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3. Penso che le fasi Juniores siano state le più belle. Da un lato perché quando arrivava l’opportunità di partecipare alle competizioni era sempre un’emozione molto intensa, e poi perché il padel non era ancora il nostro lavoro ma solo una passione. Inoltre, lì ho conosciuto tantissime persone che ora per me sono come fratelli. Poi, a livello più professionale, vedere per la prima volta il mio nome sul tabellone del World Padel Tour è stato indimenticabile. L’anno scorso, invece, ho fatto il mio primo ingresso ai quarti di finale, e quello è stato il mio migliore risultato.

4. È stato grazie a un amico in comune: lui mi ha messo in contatto con Paolo riguardo il progetto di Padel Mi Amor di elevare il brand a livello internazionale e non solo nazionale. In realtà con Paolo, così come con Alessandra, è stato tutto molto facile: lavoriamo insieme con grande impegno e c’è tanta passione dietro sia tutto quello che noi facciamo per il marchio, sia tutto quello che il marchio fa per noi. A me, poi, piace molto lavorare in squadra e che tra di noi ci sia interazione. È bello che il brand mi appoggi ugualmente anche quando i risultati non si vedono e che festeggi con me quando invece si vedono.

5. Uso le pale di Oxdog con cui mi trovo molto bene, anche perché posso avere contatto diretto con il team nel caso in cui abbia bisogno di qualcosa. Sono molto soddisfatto di entrambi i progetti.

Pedro Meléndez, n.89 ranking FIP
1. Io sono originario di Siviglia, dove i campi sono molti ed è facile trovarne uno nel proprio quartiere. Lì, per la prima volta, ho visto mio padre giocare, e com’è normale quando si è bambini – in cui si vuole fare tutto quello che fanno i genitori – ho voluto provare anche io. Avrò avuto intorno ai 3/4 anni. Da quel momento non ho più smesso.

2. Per me la cosa più importante è il suo potere di unire la gente. È molto comune che una sessione non duri solo per l’ora e mezza di gioco, ma anzi che si passi altro tempo a chiacchierare con gli amici dopo la partita, cosa che facciamo anche dopo gli allenamenti con tutta la squadra. È questo suo aspetto di socialità che mi fa innamorare così tanto.

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3. Di certo il mio primo tabellone ufficiale del World Padel Tour nel 2022, in occasione del torneo in Svezia, a Stoccolma, che era un sogno che avevo sin da quando ero molto piccolo. Poi nel 2023 ho iniziato a giocare con mio fratello, quindi è subentrata anche la parte “famigliare” di questo progetto, e insieme siamo arrivati agli ottavi di finale al Roma Premier Padel. Il torneo successivo è stato il World Padel Tour di Malaga, dove siamo entrati nel tabellone principale, il primo di mio fratello, e questa esperienza è stata resa ancora più incredibile perché l’abbiamo fatta insieme a tutta la nostra famiglia, che ci ha raggiunto da Siviglia.

4. La collaborazione con Padel Mi Amor è nata a Roma. Stavamo giocando per l’ultima partita per essere ammessi nel tabellone e lì c’era Paolo a fare il tifo per noi. Ci ha seguito in tutte le partite: gli piaceva la nostra attitudine e il nostro modo di giocare. Non eravamo in Spagna, ci sembrava curioso che qualcuno esultasse così per noi. Da lì abbiamo instaurato un buon rapporto, Paolo poi ci ha seguiti anche al Milano Premier Padel, a fine anno abbiamo potuto parlare della possibilità di questa collaborazione e ora eccoci qui.

5. Sì, collaboro con una marca di pale messicana, Aca Padel, con cui ho firmato quest’anno. Poi ho un contratto con K-Swiss per scarpe e calze, con cui ho un accordo da quattro anni.