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Andrea Pacini: l’adrenalina del cielo e del campo

30 Aprile 2026

Per Andrea Pacini, fiorentino, paracadutista con oltre 450 lanci all’attivo e atleta di wheelchair padel, il volo non è mai stato una fuga. È sempre stato un ritorno alla sua identità più profonda. Pacini è uno dei pochissimi atleti paraplegici al mondo – una decina in tutto – a praticare paracadutismo in autonomia. È il frutto di anni di lavoro tecnico, e di una passione che affonda le radici nel suo passato militare nella Brigata Folgore. Un’esperienza che segna il suo modo di stare nello sport e anche nella vita. Nel febbraio 2008, a 24 anni, un incidente in moto e una lesione midollare cambiano la sua quotidianità, ma anche su una carrozzina il suo approccio non è cambiato. La testa è rimasta quella del paracadutista.

Andrea Pacini: l'adrenalina del cielo e del campo 1

Tornare a volare, da solo

Tiro con l’arco, tennis tavolo, sci, i kart… Da uomo di sport, alla ricerca di stimoli continui e obiettivi quotidiani, Andrea prova a ritrovare il suo posto nel mondo passando da una disciplina all’altra, prima di tornare a volare con dei lanci in tandem nel 2009. Ma non è sufficiente. Andrea vuole riprendere il controllo del proprio volo, decidere ogni dettaglio della discesa. Quello che segue è un percorso lungo quasi un decennio, fatto di attrezzature da adattare, protocolli da costruire da zero e autorizzazioni da ottenere in un ambito senza precedenti consolidati. Nel 2018 arriva la licenza ENAC di paracadutismo, che lo inserisce in una categoria rarissima a livello mondiale.

Andrea Pacini: l'adrenalina del cielo e del campo 2

Un tutore speciale stabilizza le gambe durante il volo, ma è a decidere tutto. “È uno dei pochi sport in cui abbandoni la carrozzina,” dice nel corso dell’intervista a Padelbiz. “È un posto in cui sto bene”. Oltre 450 lanci certificano non solo la competenza tecnica, ma una continuità agonistica che pochi atleti riescono a mantenere nel tempo. Oggi si occupa del Progetto Disability all’Aero Gravity di Milano, con cui avvicina le persone con disabilità al volo indoor, e attraverso l’associazione “Obiettivo Volare” ha portato centinaia di ragazzi a sperimentare quella sensazione di leggerezza che lui conosce bene.

“L’aspetto che più mi piace nel padel è l’affinità con il compagno quando sei in partita. L’essere nel punto giusto al momento giusto, avere quegli schemi ed essere una cosa sola”

La danza sul campo

Da qualche anno, l’adrenalina del cielo convive con una competizione più ravvicinata: il wheelchair padel, in un contrasto di stili e di sensazioni curioso e intrigante. Andrea gareggia nel circuito nazionale FITP, allenandosi a Firenze al centro Rondinella Padel Club, dove segue il progetto Rondinella Wheelchair per il padel in carrozzina. “L’aspetto che più mi piace nel padel è l’affinità con il compagno quando sei in partita. L’essere nel punto giusto al momento giusto, avere quegli schemi ed essere una cosa sola. Diventa come una danza a due, e l’obiettivo è proprio cercare di rendere questa danza armoniosa”. Nonostante le differenze tra i due sport, Andrea ha trovato nel suo piccolo un filo conduttore tra paracadutismo e padel. E come spesso accade è una questione di testa. “Quando saltiamo da 4000 metri, hai 50 secondi di caduta libera. Se contestualizzi quella capacità di essere lucido nei momenti critici, puoi proiettarla anche nel padel per capire al meglio cosa fare in un determinato momento.”

Andrea Pacini: l'adrenalina del cielo e del campo

Una competenza mentale allenata nel vuoto, applicata anche dentro le pareti di vetro. Con un piccolo paradosso: “Nell’attività agonistica ho più ansia nel padel che quando salto dall’aereo. È una cosa strana da dire, ma è così”. L’impegno di Pacini va oltre la propria carriera. Con Pippo Galliano è tra i protagonisti del Para Padel Project, che punta a costruire un movimento strutturato di wheelchair padel a livello nazionale. Per il 2026 gli obiettivi sono precisi: rientrare tra i primi cinque atleti italiani nel ranking FITP e vincere una tappa del circuito nazionale. Sullo sfondo, nel lungo periodo, Andrea guarda al possibile riconoscimento paralimpico del padel, che potrebbe ridisegnare l’intero movimento. Una riflessione che racconta molto della mentalità di Andrea: guardare sempre avanti al prossimo traguardo, che sia un lancio da 4000 metri o una partita da giocare.

 


Para Padel Project è un’associazione no profit nata dall’iniziativa di Pippo Galliano, che nasce dalla sua esperienza diretta con il wheelchair padel. Para Padel Project lavora per rendere questo sport accessibile a tutti coloro che hanno subito una lesione midollare, collaborando con circoli, istruttori e Unità Spinali per creare dei percorsi di ritorno all’attività sportiva.

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