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APC Active Padel Club: da un capannone in disuso a un centro all’avanguardia

4 Giugno 2026

Un capannone in disuso, una riconversione di successo e un centro sportivo all’avanguardia. È il frutto di un piccolo sogno imprenditoriale, capace di creare un ambiente familiare eppur curato in ogni dettaglio

di Andrea Farano

Il monolite nero che compare in 2001: Odissea nello spazio è un misterioso parallelepipedo nero, simbolo di un’intelligenza superiore che guida l’evoluzione umana. Ci è venuto naturale questo etereo richiamo nello scorgere su strada il grande capannone scuro di APC Active Padel Club, come se all’impatto visivo della struttura si accompagnasse un’energia potente e risoluta. La prima impressione è stata poi confermata nel corso di una visita a un circolo bello e qualitativamente ineccepibile come solo sanno essere certe intime realtà della provincia italiana, dove il lavoro e la dedizione quotidiana alla propria missione sono – per la fortuna di tutti – valori imprescindibili. Ci siamo allora ritrovati naturalmente investiti dall’entusiasmo reale di un imprenditore che ha scelto di applicare al proprio business un sistema valoriale forse antico, eppure capace di trasformare un plesso industriale in un luogo che profuma di amicizia, famiglia e futuro. Senza dimenticare l’aspetto sportivo, qui trattato e rispettato come uno di quegli ideali così preziosi da doversi tramandare di padre in figlio.

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L’intervista
Marco De Gaetano, titolare

Quando nasce questo progetto e per mano di chi?
Siamo partiti a fine del 2022, con l’impegno di imprenditori cresciuti nel settore della logistica: abbiamo adocchiato questo immobile destinato al mondo dei trasporti, ma il grande fermento padelistico post-Covid ha alimentato il nostro sogno recondito di cambiare vita. Sono stato subito delegato al management del club, che oggi mi assorbe a tempo pieno: nel dedicarmi a questa professione ho riscoperto l’energia e la gioia di operare quotidianamente in un ambiente sano e prezioso.

A chi si rivolge il club?
Siamo nella cosiddetta “bassa bergamasca”, di fatto la zona a sud dell’Adda, di cui fanno parte i comuni di Caravaggio, Brignano, Dalmine – un territorio ricchissimo di fascino e storia, con echi addirittura manzoniani – ma il nostro bacino d’utenza si estende fino a Crema e alle propaggini orientali di Milano.

Vi siete chiesti perché un giocatore dovrebbe scegliervi?
Questo luogo è stato concepito per trasmettere al cliente un qualcosa che vada oltre la singola partita: ovviamente non si può prescindere da tornei, istruttori e competizione, ma gli aspetti su cui ci siamo concentrati incidono sulla percezione della qualità dell’intera struttura. Gli spogliatoi ne sono un tipico esempio: così belli e ampi spesso non se ne trovano nemmeno in contesti tipicamente blasonati come i golf club. Offriamo anche un ampissimo parcheggio dotato di colonnine per la ricarica elettrica, senza dimenticare fattori sovente trascurati come la pulizia non solo dei vetri di gioco, ma di tutto il complesso, che abbiamo scelto di curare in proprio con maestranze assunte: garantiamo spazi curati durante l’intero l’arco della giornata.

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L’impatto visivo dell’area di gioco è entusiasmante, con un’attenzione al dettaglio davvero non comune.
Ogni elemento è stato scelto con cura, senza badare a spese. Ad esempio, non si è adottato il tradizionale sistema di illuminazione con fari agganciati ai supporti del campo (che proiettano a terra circa 250 lumen), ma dopo un attento studio abbiamo installato sul soffitto del capannone dei proiettori che garantiscono ben 1700 lumen al suolo: la differenza di percezione è evidente. Il fattore termico per noi ha un’importanza fondamentale: garantiamo temperature adeguate durante tutto l’inverno, così come possiamo intervenire con il raffrescamento estivo. Consentimi una riflessione sul punto: sarebbe giusto che, come accade nel tennis, il prezzo del campo variasse al traino dell’aumento dei costi strutturali di gestione, considerata l’altissima incidenza dei rincari energetici.

Far funzionare una macchina come questa immagino che necessiti di personale numeroso, formato e adeguato alla qualità della struttura.
La selezione dello staff è stato il processo più importante per giungere all’attuale conformazione del club: siamo aperti 15 ore al giorno, e quindi la segreteria svolge un compito fondamentale per la gestione dei rapporti con la clientela. Penso soprattutto al completamento delle partite in base al livello dei partecipanti: servizio impegnativo ma basilare. Sul fronte sportivo, abbiamo presentato da poco il maestro nazionale argentino Fernando Lopez Piscitello, che si affianca agli altri quattro istruttori già in organico. A lui verranno affidate le chiavi della direzione tecnica del club e della neonata Academy; in suo onore abbiamo addirittura organizzato una serata a tema asado, per introdurlo al pubblico e alimentare la pratica del cosiddetto terzo tempo, vero cuore pulsante di APC.

Ho letto il tuo proposito di creare un club “inclusivo”: a cosa miravi di preciso?
La nostra offerta di servizi è quella tipica di un “club”, inteso come il classico circolo privato, ma rifuggiamo da una impostazione elitaria: le nostre porte sono aperte a tutti senza alcuna necessità di associazione. L’affiliazione che piuttosto ricerchiamo l’abbiamo già raggiunta nel momento in cui questo luogo è diventato un naturale punto di passaggio nella giornata dei nostri clienti. Vengono qui anche se non devono giocare: lo fanno per incontrare un amico, assistere a un match o trascorrere del tempo sempre e comunque con il sorriso sulle labbra. Quando ho preso coscienza di questa dinamica ho capito di essere sulla strada giusta.

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Proviamo a tracciare un bilancio di questo triennio di attività.
I numeri sono fondamentali perché, oltre a palesare lo stato di salute dell’impresa, aiutano anche nel rapportarsi con gli sponsor, attività a cui mi dedico personalmente. Negli ultimi due anni abbiamo toccato le 55mila presenze, e aggiungo che le nostre 25 racchette a noleggio spesso non bastano nel turno serale. Ciò significa che ancora oggi i campi vengono occupati da giocatori che si cimentano per la prima volta con il padel, e che spesso e volentieri poi si trasformano in frequentatori abituali del club, stregati dalla possibilità di giocare e divertirsi sin da subito. Esauritasi l’onda lunga del periodo pandemico, oggi il giocatore seleziona il proprio centro di riferimento guardando alla qualità della struttura e cercando un’esperienza di gioco ai massimi livelli. Per questo ogni chilometro in più che il cliente decide di fare per raggiungerci è motivo di grande orgoglio.

Hai introdotto la questione sponsor: che ruolo hanno avuto nella vostra crescita?
Premesso che anche la ristrutturazione del capannone è stata affidata ad aziende locali – ma non avrebbe potuto essere altrimenti, considerata la fama della bergamasca – da imprenditore ho ben presente cosa significa per una società sposare un progetto, e investire capitali in una realtà estranea al proprio business. Per questo comprendo quanto sia necessario restituire qualcosa a chi crede e ha creduto in noi: un ritorno magari non strettamente o subito monetizzabile, ma sicuramente concreto in termini di riconoscibilità e affezione della nostra clientela. Tra tutti voglio citare espressamente Rivoltella, concessionaria BMW e partner MINI, che ci ha dato fiducia quando non eravamo nessuno e ancora oggi ci accompagna in questa avventura, organizzando anche una tappa della Mini Padel League 2026.

Il futuro di questo settore è legato allo sviluppo del movimento giovanile: qual è il vostro punto di vista?
Da subito abbiamo sposato il progetto “Racchette in classe” della FITP, che i bambini accolgono sempre con entusiasmo. Portiamo nelle scuole i nostri istruttori e ricreiamo dinamiche padelistiche di base, per consentire un primo approccio alla disciplina a migliaia di giovani. Per questo mi rammarico quando vedo che la percentuale di alunni che diventano allievi dell’academy è ancora così scarna, ma a volte ho anche l’impressione che i bambini di oggi siano così sommersi dagli impegni che ci sia poco spazio per far attecchire il seme del padel come meriterebbe.

In conclusione raccontaci cosa vedi nel futuro del centro.
L’APC che sarà all’inizio del prossimo decennio è già nella mia testa: mi piacerebbe allargare la proposta sportiva estendendola al beach volley, perché potremmo intercettare una richiesta presente sul territorio. A breve termine confido nello sviluppo del settore tecnico dedicato ai giovani: i ragazzi avranno un ruolo fondamentale nel consolidamento di questa disciplina, soprattutto se sapranno cogliere l’opportunità di abbracciare uno sport capace, come pochi altri, di rinsaldare legami familiari e far riscoprire il gusto unico di passare del tempo in armonia e in compagnia dei propri genitori.

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In breve

Indirizzo
Via Treviglio n. 38 – Brignano Gera D’Adda (BG)
Campi
10 campi super panoramici, indoor 1 campo pickleball
Servizi
Clubhouse
Bar ristorante
Pro shop
Spogliatoi
Servizio test racchette by Care Area team building
Parcheggio

Orari di apertura: Lunedi 16-23 | Martedi – Venerdi 10-23 | Sabato – Domenica 9-20
Telefono: 035.0900259
Mobile: 334.3152052
Email: info@apcpadel.it
Instagram: apcpadel
Facebook: apcpadel

APC Active Padel Club – 035.0900259 – info@apcpadel.it – apcpadel.it

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