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Sabati mattina, birre e padel

3 Agosto 2026

Il Club Fontain Blu, incastonato tra le verdi colline toscane, è un’oasi di pace dal soave profumo di pino e di felce, di vinsanto e vendemmie… almeno fino alle nove del mattino, quando arrivano loro. Ogni sabato, come un rito antico, il gruppo di padelisti si presenta al campo: non importa il meteo, gli impegni familiari o le minacce di divorzio. Il torneo si fa, punto.

Il campo, circondato da cipressi e dall’odore di erba appena tagliata, diventa il teatro di epiche battaglie. I protagonisti? Gente comune, ma con lo spirito da gladiatori e la pazienza di un semaforo rotto.
C’è Beppe, il veterano, che ha trasformato la frase “Se volevo litigare stavo a casa con la mi moglie” in un mantra personale. La dice sempre: quando sbaglia, quando azzecca il colpo, quando respira. SEMPRE.
Poi c’è Luca, il perfezionista, che cambia racchetta più spesso di quanto cambi idea. Ogni settimana arriva con un nuovo modello, convinto che il problema sia l’attrezzatura e non la sua coordinazione da fenicottero ubriaco.
E Marco, il filosofo del gruppo, che tra un dIritto e un rovescio cita Seneca, Aristotele e bestemmia in latino.

Ma al Club c’è anche un quarto protagonista. Un ‘essere’… particolare.
Le squadre si formano con il solito rituale: si tira il barattolo delle palline in mezzo al campo e a seconda di come si orienta… anzi no, scusate, vengono fatte a caso.
Le coppie sono sempre “bilanciate”: uno corre, l’altro si lamenta. Uno smasha, l’altro si infortuna ogni 3×2..
E poi c’è lui: il quarto giocatore, il famigerato TESLA-PRO 4.0, un robot umanoide sponsorizzato dal club. Anzi donato al club da una celebre marca di birra come da maglietta che indossa.

Programmazione ufficiale:

● Giocare a padel
● Analizzare traiettorie
● Ottimizzare colpi
● Far incazzare i giocatori

Nessuno vuole far coppia con lui. Mai. Mai nella vita.
Ma quando manca il quarto, eccolo che si accende, alza la racchetta e dice con voce metallica:

“Modalità padel attivata. Prepararsi alla frustrazione.”

Il primo aneddoto risale al giorno in cui Marco, disperato, fu costretto a giocarci insieme. Il robot, dopo aver sbagliato una palla facile, si avvicinò e disse: “Errore umano rilevato. Colpa tua.”
Marco non ha ancora superato il trauma.

Un’altra volta, Luca provò a spiegargli una tattica. Il robot lo ascoltò, elaborò, e rispose:
“Strategia inefficiente. Suggerisco che tu cambi sport”.

Da quel giorno Luca ha comprato tre racchette nuove. Una addirittura spacciata per essere la soluzione definitiva anti epicondilite, per chi non lo sapesse, il gomito del tennista.
E Beppe? Beppe ha provato a litigare con lui. Il robot ha registrato la frase “Se volevo litigare stavo a casa con la mi moglie” come comando vocale e ora la ripete ogni volta che qualcuno sbaglia un colpo.

Il torneo ufficiale del Club Fontain Blu si chiama “Padel & Padelle”. Si gioca in gironi, ma nessuno capisce mai chi ha vinto. I punteggi vengono annotati su tovaglioli, poi persi, poi reinventati. La missione finale è mangiare tutti insieme l’ottima pinsa che cucina il cuoco del club insieme alla speciale birra non filtrata dello sponsor.

Le semifinali sono il momento più teso. Le mogli si avvicinano al campo, i figli tifano per chi promette il gelato, i cani abbaiano a ogni smash. Durante una finale particolarmente accesa, Luca sbaglia un colpo facile. Marco lo guarda come se avesse insultato sua madre. Il robot interviene: “Errore rilevato. Percentuale di delusione del compagno: 87%.”
“Ma che fai?! Era tua!” urla Marco. “Se volevo litigare stavo a casa con la mi moglie!” risponde Beppe.

Il robot registra di nuovo la frase. E la ripete. Tre volte. A volume crescente.

LA MOGLIE ERA A BORDO CAMPO. Ehm.

Dopo il torneo, si va tutti al bar del Fontain Blu. I vincitori si vantano, i perdenti si giustificano. Le discussioni continuano, ma con una birra in mano sembra TUTTO meno grave. Il robot, per contratto, non può bere. Così resta fermo, immobile, a osservare. Ogni tanto si avvicina a un tavolo e dice: “Analisi completata: siete scarsi ma felici”.

Beppe racconta per la decima volta di quando ha battuto un ex professionista (che poi si scopre essere il cugino di sua moglie, che giocava a badminton). Marco analizza ogni punto come fosse una partita a scacchi. Luca ordina un’altra birra e una pinsa e una nuova racchetta online.

E mentre il sole cala sulle colline del Fontain Blu, con quella luce arancione che sembra messa lì apposta per far sembrare tutti più sportivi di quanto siano davvero, il gruppo si trattiene al bar del club. Le birre sudano più dei giocatori, le risate rimbalzano come palline impazzite e qualcuno, con la saggezza che solo la stanchezza può dare, se ne esce con: “Alla fine, il padel è meglio del matrimonio.”
Silenzio. Un sorso di birra. Una zanzara che passa e annuisce, come se capisse.
“Perché?” chiede Marco, che ormai filosofeggia anche quando ordina un caffè.
“Perché almeno qui, se litigo, mi danno una medaglia… o almeno una birra fresca. A casa mi danno solo ragione. E mai quando serve. E poi si sa, la ragione l’è de’ bischeri!”

La frase rimane sospesa nell’aria come un lob troppo alto. Ed è proprio in quel momento che il robot Tesla-PRO 4.0, che fino a un attimo prima stava immobile come un lampione intelligente, decide di intervenire.
Le sue luci frontali si accendono, fa un bip che sembra un rutto digitale e annuncia: “Nuova medaglia disponibile: Campione di Litigi. Consigliata per Beppe. Livello di conflittualità: 97%. Aggiornamento disponibile: modalità ‘Discussione Costruttiva’ non installata.” 

Beppe lo guarda come si guarda un parente che arriva al pranzo di Natale con un regalo palesemente riciclato.
“Ma vai a chiappà un virus, va’…” borbotta.
Il robot registra la frase. E risponde: “Virus rilevati: 0. Ironia rilevata: 78%. Pazienza dei presenti: in rapido esaurimento.” 

A quel punto Luca scoppia a ridere, Marco cita Aristotele (“L’uomo è un animale litigioso, ma almeno al bar si calma”, boh ma sarà?), e il robot aggiunge un ultimo commento, con la voce metallica che sembra uscita da un tostapane: “Suggerimento: introdurre medaglia ‘Sopravvissuto al Matrimonio’. Disponibile solo in edizione limitata.” 

E mentre il sole scompare dietro le colline, il Fontain Blu si riempie di brindisi, battute, e di un robot che continua a proporre medaglie improbabili come se fosse Babbo Natale in versione software.

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